Il Consiglio dei ministri ha approvato il 5 febbraio un decreto-legge con disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, attività di indagine giudiziaria, funzionalità delle forze di polizia e immigrazione. L’obiettivo è rafforzare gli strumenti di prevenzione e tutela dell’ordine pubblico intervenendo su manifestazioni, criminalità giovanile e flussi migratori.
Il provvedimento introduce un pacchetto articolato di misure che vanno dalla stretta sul porto dei coltelli al fermo preventivo per impedire azioni violente durante le manifestazioni, fino al cosiddetto “scudo” procedurale, esteso non solo agli agenti ma a tutti i cittadini in presenza di cause di giustificazione, e all’abrogazione del patrocinio gratuito automatico per i migranti che presentano ricorso contro l’espulsione.
Le principali misure
Tra le novità più rilevanti c’è il fermo preventivo: durante una manifestazione le forze di polizia potranno trattenere per un massimo di 12 ore soggetti ritenuti pericolosi per fondati motivi, anche sulla base di precedenti o segnalazioni negli ultimi cinque anni. Il pubblico ministero sarà sempre informato e potrà disporre l’immediato rilascio in assenza delle condizioni previste.
Viene istituito un registro separato per i casi in cui appaia evidente una causa di giustificazione, come la legittima difesa o l’adempimento del dovere. In questi casi non si procederà automaticamente all’iscrizione nel registro degli indagati: sarà il pm a valutare, parlando di “persona interessata ai fatti”.
Il decreto introduce inoltre un nuovo Daspo, con il divieto di partecipare a manifestazioni per chi è condannato per reati gravi, dal terrorismo alle lesioni contro le forze dell’ordine. Sul fronte della criminalità giovanile, arriva il divieto di vendita di coltelli e oggetti da taglio ai minorenni, anche online, e pene più severe per il porto illegale di armi da taglio. Per i minori sono previste sanzioni amministrative a carico dei genitori.
Inasprite anche le pene contro la criminalità organizzata: viene introdotto il reato di rapina aggravata commessa da gruppo armato organizzato, con pene da 10 a 25 anni di reclusione.
Immigrazione e centri in Paesi terzi
Sul tema immigrazione il governo annuncia un terzo provvedimento atteso per la prossima settimana. Conterrà il recepimento del Patto Ue, il blocco navale in caso di minacce alla sicurezza nazionale e la possibilità di trasferire i migranti in Paesi terzi sicuri, nell’ambito di accordi bilaterali, come quelli già avviati con l’Albania. Ogni decisione, ha precisato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dovrà passare dal Consiglio dei ministri.
Lo scontro politico
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato la linea dura parlando di uno Stato che “non si gira dall’altra parte” e attaccando il “doppiopesismo della magistratura”. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha difeso il decreto come strumento di prevenzione, evocando il rischio di nuove derive terroristiche, mentre Matteo Salvini insiste sulla cauzione, rimasta fuori dal testo ma che la Lega intende riproporre in Parlamento.
Il decreto dovrebbe approdare in Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni, entrando in vigore in una fase particolarmente delicata anche in vista dei Giochi Milano-Cortina.
Leggi le notizie di Piazza Borsa
Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social Facebook, Twitter, Instagram e LinkedIn











