Il cinema italiano perde uno dei suoi pilastri. Fulvio Lucisano, produttore tra i più influenti e longevi della storia del nostro Paese, è morto a 98 anni. A darne notizia sono state le figlie Paola e Federica, che hanno raccolto la sua eredità artistica e professionale e lo hanno salutato con un messaggio semplice e commosso: “Riposa in pace papà”.

Nato a Roma nel 1928, Lucisano ha attraversato oltre settanta anni di cinema, contribuendo in modo decisivo alla crescita dell’industria nazionale. I suoi primi passi risalgono alla fine degli anni ’40, all’Istituto Luce, dove si dedicò alla produzione documentaristica. Nel 1958 fondò la Italian International Film (IIF), una delle realtà più importanti del settore, capace di coniugare cinema popolare e cinema d’autore, sostenendo registi, attori e progetti che sarebbero diventati parte della memoria collettiva.

Tra i tantissimi titoli prodotti figurano opere che hanno segnato epoche diverse: “Ricomincio da tre”, il film che consacrò Massimo Troisi; “Il grande cocomero”, diretto da Francesca Archibugi; “Ninfa plebea”, tratto dal romanzo di Domenico Rea. Una filmografia vastissima, che attraversa generi, stili e decenni, sempre con la capacità di intercettare il pubblico e sostenere la creatività dei suoi autori.

Lucisano è stato un produttore capace di unire visione industriale e sensibilità artistica, contribuendo alla modernizzazione del settore e alla crescita di un cinema italiano capace di parlare al mondo. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo, ma anche un’eredità che continuerà a vivere attraverso le opere che ha contribuito a realizzare e attraverso il lavoro delle figlie, oggi alla guida della IIF.


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