Elezioni Regionali Toscana Giani - Tomasi - Bundu

In archivio le Elezioni Regionali in Toscana. Le urne si sono chiuse alle 15 e lo spoglio delle schede è in corso, ma i primi exit poll delineano un quadro piuttosto chiaro: Eugenio Giani, presidente uscente e candidato del centrosinistra, sarebbe in vantaggio con una forchetta tra il 52% e il 56%, mentre Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia e candidato del centrodestra, si attesterebbe tra il 39% e il 43%.

A completare il quadro, la candidata di Toscana Rossa, Antonella Bundu, è accreditata di una quota compresa tra il 4% e il 6%, secondo le stime del consorzio Opinio Italia per Rai, con una copertura dell’81% del campione.

Le rilevazioni di altri istituti confermano sostanzialmente la stessa tendenza. Gli instant poll Swg per La7, con una copertura dell’88%, assegnano a Giani tra il 53% e il 57%, a Tomasi tra il 38,5% e il 42,5%, e a Bundu tra il 3,5% e il 5,5%.
Dati simili anche per YouTrend per SkyTG24, che fotografa il Partito Democratico tra il 35% e il 39%, Alleanza Verdi-Sinistra e Casa Riformista-Italia Viva tra il 7,5% e il 9,5%, e il Movimento 5 Stelle tra il 4,5% e il 6,5%.

Nel campo del centrodestra, Fratelli d’Italia si attesta tra il 18,5% e il 22,5%, Forza Italia tra il 6% e l’8%, Lega tra il 4,5% e il 6,5%, mentre la lista civica Tomasi oscilla tra il 2% e il 4%. Il movimento Noi Moderati (Nm) è tra lo 0,5% e il 2,5%.

Sul fronte della partecipazione, però, i dati mostrano un segnale preoccupante: l’affluenza è in netto calo. A metà scrutinio, con 1.937 sezioni su 3.922, ha votato il 46,9% degli aventi diritto, contro il 61,77% registrato alle stesse sezioni nelle regionali del 2020. Una differenza di circa 15 punti percentuali. Allora, l’affluenza finale si attestò al 62,6%, una soglia che oggi sembra lontana.

Il calo della partecipazione potrebbe riflettere un clima di stanchezza politica e sfiducia nei confronti delle istituzioni regionali, un fenomeno ormai diffuso anche a livello nazionale. In Toscana, una regione storicamente considerata “rossa” ma sempre più contendibile, la tenuta di Giani potrebbe essere letta come un successo di continuità, ma anche come un campanello d’allarme per un centrosinistra che rischia di governare su una base elettorale sempre più ristretta.

Per il centrodestra, invece, il risultato segnerebbe un consolidamento territoriale nelle aree urbane e industriali, dove Tomasi ha costruito la propria leadership amministrativa, ma non ancora sufficiente a scalfire il radicamento del Pd e della coalizione progressista.

Gli spogli ufficiali proseguiranno nel corso della serata, ma il messaggio politico è già chiaro: la Toscana resta, per ora, una regione a guida centrosinistra, in un contesto di partecipazione ridotta e frammentazione crescente dell’offerta politica.



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