La reindustrializzazione dell’ex Whirlpool di Napoli e Pomigliano d’Arco compie un passo decisivo. Invitalia ha approvato il Contratto di Sviluppo da 103,7 milioni di euro con Italian Green Factory S.p.A. (gruppo Tea Tek), destinato a trasformare uno dei siti simbolo della crisi industriale italiana in un polo produttivo di eccellenza per il fotovoltaico e le energie rinnovabili.
Le agevolazioni pubbliche ammontano a circa 67 milioni, a fronte di un piano che combina investimenti industriali e progetti di ricerca. A Napoli verranno destinati oltre 72 milioni di euro per riconvertire l’ex stabilimento Whirlpool e avviare la produzione di componenti fotovoltaici; a Pomigliano d’Arco saranno investiti 19,5 milioni per la riqualificazione del sito industriale.
Il progetto comprende anche due iniziative di ricerca e sviluppo: “LARA”, con un budget di 6,2 milioni, dedicata a sistemi di diagnostica predittiva per trasformatori e quadri elettrici; e “RENEW”, da 5,2 milioni, finalizzata alla creazione di impianti solari calpestabili integrabili nelle infrastrutture urbane e stradali.
Sul piano occupazionale, il piano prevede il reintegro di 294 ex dipendenti Whirlpool, già riassunti a partire dal 31 ottobre 2023, e 55 nuove assunzioni, per un totale di 349 addetti.
“Diamo nuova vita a un sito simbolo della crisi industriale trasformandolo in un polo d’eccellenza per la transizione verde – ha commentato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso –. È la dimostrazione che la reindustrializzazione in Italia è possibile quando pubblico e privato lavorano insieme con una visione chiara”.
Il Contratto di Sviluppo, richiesto da Italian Green Factory il 13 marzo 2024, è propedeutico all’ingresso di Invitalia attraverso il Fondo Salvaguardia Imprese, con un contributo da 29 milioni di euro. Un passaggio che consolida la collaborazione tra istituzioni e settore privato per il rilancio del Mezzogiorno.
Per il CEO di Italian Green Factory, Felice Granisso, l’approvazione del contratto “rappresenta un traguardo fondamentale, ma anche un’ulteriore spinta al nostro impegno”. Granisso ha ricordato che “la prima fabbrica green di Napoli sta già prendendo forma in via Argine”, ringraziando Invitalia e il MIMIT per il sostegno e sottolineando come il progetto sia “ESG compliant, a dimostrazione che il Sud può essere protagonista della transizione energetica e digitale”.
Una sfida per il Mezzogiorno
L’approvazione del Contratto di Sviluppo non è solo un segnale positivo per il tessuto industriale campano, ma anche un test cruciale per la capacità del Mezzogiorno di attrarre investimenti innovativi e sostenibili. Come ha concluso Granisso, “reindustrializzare in Italia è possibile e il sistema Paese deve fare quadrato attorno alle realtà che scelgono di investire sul territorio e offrire soluzioni ai problemi sociali ed economici locali”.
L’approvazione di questo piano conferma l’impegno del MIMIT e di Invitalia a favore della reindustrializzazione sostenibile, della valorizzazione delle competenze e dello sviluppo di filiere tecnologiche avanzate. Per l’area ex Whirlpool, per lungo tempo simbolo di declino industriale, si apre così una nuova stagione, in cui lavoro e innovazione si intrecciano per dare forma a un futuro verde e competitivo.
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