Global Sumund Flotilla attaccata

La notte scorsa la Global Sumud Flotilla, composta da 51 imbarcazioni dirette a Gaza con l’obiettivo di portare aiuti umanitari e rompere il blocco israeliano, è stata attaccata da una serie di droni, bombe sonore, spray urticanti e oggetti non identificati mentre navigava in acque internazionali a sud di Creta. Undici imbarcazioni sono state colpite, alcune riportando danni gravi che ne compromettono la navigabilità. Nessun ferito, ma le immagini e i racconti dei testimoni a bordo parlano di un episodio “di una gravità senza precedenti”.

A bordo erano presenti anche parlamentari italiani di Pd, M5S e Avs, oltre alla giornalista Barbara Schiavulli e alla portavoce italiana della Flotilla, Maria Elena Delia, che ha denunciato «un attacco criminale contro una missione civile e pacifica».

La reazione politica: protesta in Aula e richiesta di chiarimenti

La vicenda ha immediatamente avuto ricadute sul piano politico. Alla Camera, Pd, M5S e Avs hanno occupato l’emiciclo e i banchi del governo, chiedendo che il ministro della Difesa Guido Crosetto riferisse subito in Aula. «È stato un attacco all’Italia, non possiamo restare silenti», ha dichiarato la capogruppo dem Chiara Braga, mentre da Avs Luana Zanella ha invocato la convocazione urgente della conferenza dei capigruppo.

Il presidente di turno, Giorgio Mulè, ha annunciato che Crosetto – attualmente in Lettonia – si presenterà domani mattina in Parlamento per informare ufficialmente l’Aula. Una decisione che ha permesso di far riprendere i lavori dopo ore di tensione.

Tajani: “Israele garantisca l’incolumità di chi è a bordo”

Dal fronte diplomatico, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, da New York per l’Assemblea generale Onu, ha chiesto a Israele di tutelare l’incolumità dei civili a bordo della Flotilla e di rispettare «il diritto internazionale e il principio di assoluta cautela».

Secondo il racconto dei testimoni, gli attacchi sarebbero durati per ore con l’intento di logorare psicologicamente gli equipaggi. Alcune vele sono state distrutte e imbarcazioni come la Morgana e la Zefiro hanno subito danni tali da impedire la navigazione a vela. «Non ci lasceremo intimidire – ha ribadito Delia – continueremo verso Gaza nella piena legalità».

Le richieste della Flotilla e le reazioni internazionali

Gli organizzatori della spedizione hanno invocato una scorta marittima e osservatori diplomatici delle Nazioni Unite, sottolineando che «attacchi di questo tipo mettono a rischio vite umane e violano le acque internazionali». Da parte loro, gli attivisti accusano Israele di voler ostruire la consegna di aiuti umanitari e di perpetuare, con il blocco navale, una politica definita dall’Onu parte integrante del «genocidio in corso a Gaza».

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