Gruppo Fs Ferrovie dello Stato - Stefano Donnarumma

Il cambio ai vertici di FS Italiane è ormai realtà. Il Cda del gruppo, riunito il 30 giugno, ha preso formalmente atto delle dimissioni di Stefano Antonio Donnarumma dalle cariche di amministratore delegato e direttore generale, chiudendo una fase che nelle ultime settimane aveva mostrato segnali sempre più evidenti di accelerazione. La decisione arriva dopo un incontro con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che secondo fonti del Mit ha ringraziato Donnarumma per il lavoro svolto e per l’impegno dei 90 mila dipendenti del gruppo, sottolineando come la conclusione anticipata del mandato sia stata condivisa per avviare la “fase due” dell’azienda.

Donnarumma lascia mentre sta “chiudendo i dossier più importanti”, spiegano le stesse fonti, in un momento cruciale per la messa a terra dei progetti infrastrutturali legati alla mobilità nazionale e al Pnrr. Negli ultimi due anni FS ha registrato un “forte avanzamento del Piano Strategico”, con 25 miliardi di target Pnrr vicini al completamento, 1.300 cantieri attivi al giorno, un miglioramento della puntualità del 7% a giugno 2026 rispetto allo stesso mese del 2025 e un ritorno all’utile con 30 milioni di euro nell’ultimo bilancio. Risultati che Salvini ha rivendicato pubblicamente, definendo “imponente” il volume degli investimenti.

La transizione ai vertici arriva dopo giorni di tensioni. Una serie di disservizi sulle principali tratte aveva spinto il ministro a manifestare “irritazione”, alimentando le voci su un possibile cambio. Il clima si era poi rasserenato durante un tavolo al Mit, con Donnarumma che aveva parlato di un confronto costruttivo e il ministero che aveva chiarito come i disagi fossero dovuti a furti di rame, manomissioni e guasti di convogli di altre compagnie. Il nuovo incontro del 30 giugno ha però segnato l’accelerazione definitiva verso l’uscita.

La linea del Mit è chiara: la nuova guida sarà scelta dall’interno del gruppo, per garantire continuità operativa nella fase più intensa dei cantieri estivi e autunnali. Le indiscrezioni di stampa indicano come possibile successore Gianpiero Strisciuglio, attuale amministratore delegato di Trenitalia, figura considerata solida e già parte dell’architettura operativa del gruppo. Nessuna conferma ufficiale, ma il profilo risponde alla strategia delineata dal ministero.

Parallelamente, si moltiplicano le indiscrezioni sul futuro di Donnarumma. Secondo ambienti industriali e finanziari, l’ex Ad potrebbe approdare in A2A, una delle principali multiutility italiane attive nei settori energia, ambiente e servizi idrici. Il gruppo lombardo è nel pieno della propria strategia di lungo periodo, con investimenti rilevanti nella transizione energetica e nell’economia circolare: un contesto che potrebbe valorizzare l’esperienza infrastrutturale ed energetica maturata da Donnarumma, anche nei precedenti incarichi. Al momento, tuttavia, non ci sono conferme ufficiali né da parte dell’azienda né del governo.

La scelta del nuovo vertice di FS Italiane sarà determinante per garantire stabilità, continuità e capacità di gestione in una delle stagioni più complesse per il sistema infrastrutturale italiano. Con il Pnrr nella fase più operativa e una rete ferroviaria impegnata in un numero record di cantieri, la governance del gruppo diventa un tassello decisivo nel mosaico delle grandi partecipate pubbliche.


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