Xi Jinping - Dazi Usa-Cina
Fonte http://government.ru/news/48037/ Autore Governo della Russia

La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina sta raggiungendo nuovi livelli di intensità. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha recentemente imposto una nuova serie di dazi su circa 60 paesi, con una tariffa speciale del 104% sui beni importati dalla Cina. Questo ulteriore aumento delle tariffe sta suscitando una risposta immediata da parte di Pechino, che ha convocato un vertice d’emergenza per affrontare le difficoltà economiche derivanti dalle misure statunitensi.

Pechino, infatti, ha già dichiarato che adotterà “misure ferme e incisive” per proteggere i propri interessi. Secondo un portavoce del governo cinese, la Cina ha il diritto inalienabile di perseguire lo sviluppo economico e non permetterà che le sue sovranità e sicurezza vengano compromesse. Il portavoce ha anche ribadito che la Cina è pronta a utilizzare tutte le risorse necessarie per contrastare qualsiasi intensificazione delle misure punitive imposte dagli Stati Uniti.

Il governo cinese ha inoltre rilasciato un libro bianco in cui si sottolinea la disponibilità di Pechino a dialogare con gli Stati Uniti su questioni economiche e commerciali, a condizione che il dialogo avvenga “su basi di rispetto e parità”. Tuttavia, Pechino ha criticato fermamente l’uso dei dazi, ritenendoli inefficaci nel risolvere le problematiche economiche internazionali.

Nel frattempo, Trump ha difeso la sua politica tariffaria davanti a una platea di repubblicani a Washington, dichiarando che numerosi paesi colpiti dalle tariffe statunitensi stanno cercando di “fare accordi” per ridurre le imposte. In un intervento al National Republican Congressional Committee, Trump ha affermato che “tutti mi chiamano per baciarmi il culo”, indicando che i paesi stanno facendo pressione per negoziare, pur non mostrando alcun interesse immediato a scendere a compromessi. Il presidente ha anche precisato che le aziende americane stanno tornando negli Stati Uniti, e che, sebbene gli Stati Uniti possano non voler fare accordi, altri paesi “muoiono dalla voglia” di farli.

Trump ha anche suggerito che le misure potrebbero estendersi a nuovi settori, tra cui quello farmaceutico, e ha accusato la Cina di manipolare la propria valuta per contrastare gli effetti dei dazi. Nonostante le crescenti tensioni, il presidente ha concluso che è probabile che la Cina accetti un accordo in futuro.

Nel frattempo, la Cina sta preparando ulteriori azioni per proteggere la sua economia e stabilizzare i mercati, preoccupata per la potenziale contrazione del PIL nel 2025, che potrebbe scendere a una crescita dell’1-2%.

Il contesto globale e le implicazioni per l’economia mondiale: Le tariffe reciproche tra i due paesi, ormai in vigore, stanno segnando una nuova fase in un conflitto commerciale che ha avuto impatti rilevanti su molti paesi. Le economie mondiali sono sotto osservazione, e gli analisti temono che queste tensioni possano rallentare la crescita economica globale.

Con l’aumento dei dazi e l’incertezza che ne deriva, le implicazioni per i mercati finanziari, le aziende multinazionali e le politiche internazionali sono ancora difficili da prevedere, ma è chiaro che la situazione rimane instabile.


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