Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è intervenuto da remoto alla riunione ministeriale del G7 sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale, convocata nell’ambito della Presidenza francese e presieduta dalla ministra delegata Anne Le Hénanff. Un confronto che arriva in un momento segnato dagli allarmi internazionali sull’evoluzione dei sistemi avanzati di AI, sempre più potenti e difficili da governare con strumenti normativi nazionali.
Urso ha ribadito un concetto chiave: nessun Paese può affrontare da solo la sfida dell’intelligenza artificiale. “Nemmeno l’Unione europea può farcela da sola. L’AI non conosce confini e richiede risposte che vadano oltre le legislazioni nazionali. Servono risposte comuni con standard condivisi”, ha dichiarato il ministro.
L’Italia: “Abbiamo una legge nazionale, ora serve convergenza internazionale”
Urso ha ricordato che l’Italia si è già dotata di una legge nazionale sull’intelligenza artificiale, pensata per contrastare i rischi e cogliere le opportunità della tecnologia. Ma il punto, ha sottolineato, è che la regolazione nazionale non basta: “Il G7 deve indicare una linea chiara. È importante condividere le analisi sui rischi emergenti, le metodologie di valutazione della sicurezza e mettere in comune i dati. Solo così possiamo favorire la convergenza verso standard e normative internazionali basate su principi condivisi”.
Nasce l’High Level Group sulla sicurezza dell’AI
La riunione si è conclusa con una decisione strategica: l’avvio di un High Level Group sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale, un organismo dedicato al coordinamento tecnico e politico tra i Paesi del G7. È stato inoltre stabilito di convocare una nuova riunione a breve, per dare continuità al lavoro avviato.
L’iniziativa si inserisce nel percorso tracciato dal Vertice dei Leader del G7 di Évian, che aveva già evidenziato la necessità di trasformare gli indirizzi condivisi in azioni concrete, dalla valutazione dei rischi alla definizione di standard comuni per i sistemi di AI avanzata.
Un fronte comune tra Europa, Nord America e Asia
Alla riunione hanno partecipato i ministri competenti di Francia, Italia, Germania, Canada, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti, insieme ai rappresentanti dell’Unione europea. Un fronte politico che, nelle intenzioni dei partecipanti, dovrà diventare un pilastro globale per la sicurezza dell’intelligenza artificiale, in un contesto in cui la tecnologia evolve più rapidamente delle normative.
Urso ha concluso assicurando che l’Italia è pronta a fare la propria parte in questo sforzo comune.
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