L’impresa familiare perde terreno nel tessuto economico italiano, mentre cresce con decisione la presenza delle società di capitali. È quanto emerge dal Rapporto Dati statistici notarili 2024, elaborato dal Consiglio nazionale del Notariato e anticipato dall’ANSA, che delinea una trasformazione strutturale dell’imprenditoria italiana, soprattutto in termini di forma giuridica e modelli organizzativi.
Nel corso del 2024 si è registrata una diminuzione del 10,13% delle imprese familiari, a fronte di un aumento del 7,18% delle società di capitali, che rappresentano oggi circa il 76% del totale delle imprese costituite nell’ultimo anno. Il dato evidenzia un cambiamento profondo nelle preferenze di chi decide di fare impresa, optando per strutture più flessibili, capitalizzate e meno dipendenti dai legami familiari.
Nonostante il calo delle aziende a conduzione familiare, il saldo delle nuove costituzioni rimane positivo: nel 2024 sono state costituite 137.675 nuove imprese, a fronte di 42.159 scioglimenti, segno di un’imprenditoria ancora dinamica, capace di rigenerarsi e adattarsi ai nuovi contesti.
Il modello di impresa di famiglia, ovvero quello che coinvolge parenti entro il terzo grado e affini fino al secondo grado del titolare, continua tuttavia a mantenere una certa resilienza soprattutto nel Nord Italia, dove si concentra oltre il 60% di queste realtà. Le regioni di Lombardia e Veneto rappresentano insieme circa il 30% delle imprese familiari, confermando la storica radicazione di questo modello imprenditoriale nel tessuto produttivo settentrionale.
Diversa la situazione in Emilia-Romagna e Marche, dove si è registrato un calo del 15% degli atti costitutivi di imprese familiari rispetto al 2023. I notai attribuiscono questo andamento alle conseguenze degli eventi climatici estremi che hanno colpito queste regioni nel corso del 2024, incidendo negativamente sulla propensione all’avvio di nuove iniziative imprenditoriali a carattere familiare.
Il rapporto fotografa così una transizione in corso nell’economia nazionale, dove modelli imprenditoriali più tradizionali cedono il passo a forme societarie più strutturate, in linea con le esigenze di una maggiore competitività, capacità di attrazione degli investimenti e accesso al credito.
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