Il consueto Rapporto annuale dell’Istat pubblicato oggi dall’Istituto Nazionale di Statistica ha messo in luce una realtà preoccupante per i lavoratori italiani: il reddito da lavoro ha progressivamente perso la sua capacità di proteggere individui e famiglie dal disagio economico. Tra il 2014 e il 2023, l’incidenza della povertà assoluta tra gli occupati è aumentata di 2,7 punti percentuali, passando dal 4,9% al 7,6%.
Questo trend negativo è particolarmente evidente tra gli operai, la cui percentuale di povertà assoluta è salita da poco meno del 9% nel 2014 al 14,6% nel 2023. Anche i dipendenti hanno visto un aumento significativo, con l’8,2% di essi in condizioni di povertà assoluta nel 2023, rispetto al 5,1% dei lavoratori indipendenti.
Un’occupazione in crescita, ma salari in calo
Negli ultimi anni, l’occupazione in Italia è aumentata, ma questo dato positivo è offuscato da una diminuzione del potere d’acquisto dei salari lordi dei lavoratori dipendenti, che è sceso del 4,5% negli ultimi dieci anni. Questo declino contrasta con quanto osservato nelle altre principali economie dell’UE27, dove il potere d’acquisto delle retribuzioni lorde è aumentato. In particolare, in Francia è cresciuto dell’1,1% e in Germania del 5,7%.
Una vulnerabilità persistente
Nonostante i miglioramenti osservati nel mercato del lavoro, l’Italia continua a registrare una quota elevata di occupati in condizioni di vulnerabilità economica. Il rapporto dell’Istat sottolinea che, tra il 2013 e il 2023, il potere d’acquisto delle retribuzioni lorde in Italia è diminuito, in netto contrasto con le tendenze positive riscontrate in altre grandi economie europee.
Il Rapporto annuale dell’Istat evidenzia una problematica profonda e persistente: la crescente difficoltà dei lavoratori italiani di mantenere un tenore di vita adeguato nonostante l’occupazione. Questo fenomeno solleva importanti questioni sul futuro del lavoro e sulla necessità di politiche efficaci per contrastare la povertà e sostenere il potere d’acquisto delle famiglie italiane. La sfida per il governo e le istituzioni è ora quella di invertire questa tendenza negativa e garantire che il lavoro torni a essere un mezzo sicuro per sfuggire al disagio economico.
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