Il Codice della strada sta per cambiare ancora. Dopo la riforma del 2024, orientata alla tolleranza zero su alcol, droga e uso del telefono alla guida, il ministero dei Trasporti ha messo a punto 15 nuove modifiche che puntano a rendere le norme “più vicine alle esigenze degli automobilisti”, come riportato dall’ANSA nell’articolo firmato da Chiara Munafò (8 agosto 2026).
Le proposte, inviate in consultazione a oltre cento realtà del settore, introducono novità che spaziano dalla patente a 17 anni alle targhe per le bici dei rider, fino alla possibilità di effettuare sorpassi a destra in autostrada. Un pacchetto che mira a distinguere con maggiore precisione tra comportamenti realmente pericolosi e infrazioni minori, rimodulando le sanzioni in modo più proporzionato.
Patenti a 17 anni e guida accompagnata a 16
Tra le innovazioni più rilevanti c’è l’introduzione della patente ai 17enni, misura prevista dalle direttive europee che l’Italia dovrà recepire entro il 2027. I ragazzi potranno iniziare la guida accompagnata già a 16 anni, così da accumulare esperienza prima dell’esame. Una volta ottenuta la patente, potranno condurre anche piccoli furgoni.
Il Mit punta inoltre a facilitare l’ingresso nel settore dell’autotrasporto: per lavorare come camionista non sarà più necessaria la CQC, ma basterà l’iscrizione a un corso di qualificazione iniziale. Una risposta alla cronica carenza di conducenti professionali.
Casco obbligatorio e targhe per le bici dei rider
Arrivano nuove regole per i “cicli a propulsione”, le super-bici utilizzate dai rider per le consegne. Sarà obbligatorio il casco e verrà introdotto un contrassegno identificativo, una sorta di targa che permetterà maggiori controlli e sicurezza.
Sorpassi a destra e corsia di emergenza per i motociclisti
Il Mit valuta la possibilità di rendere legittimi alcuni comportamenti già diffusi ma finora vietati. Tra questi, l’uso della corsia di emergenza da parte dei motociclisti in caso di traffico intenso e i sorpassi a destra nelle autostrade, quando la circolazione avviene su corsie parallele.
Multe più proporzionate: cambia tutto sui limiti di velocità
La riforma introduce un sistema di sanzioni più aderente alla gravità dell’infrazione. Oggi chi supera di 30 km/h il limite paga la stessa multa sia che viaggi a 60 km/h in città sia che corra a 160 km/h in autostrada. Con la nuova impostazione, la sanzione sarà calcolata a chilometro:
in autostrada: 10 euro per ogni km/h oltre il limite;
sulle strade urbane e extraurbane: 5 euro per ogni km/h in eccesso.
Così, chi viaggerà a 140 km/h pagherà 100 euro, mentre chi correrà a 170 km/h ne pagherà 400. In città, chi supererà il limite di 50 km/h arrivando a 61 pagherà 55 euro, mentre a 90 km/h la sanzione salirà a 200 euro.
Tutele per i disabili e stretta sui veicoli senza assicurazione
I Comuni dovranno aderire alla piattaforma CUDE per i contrassegni dei disabili, pena il divieto di utilizzare dispositivi per l’accertamento a distanza delle violazioni. Per i veicoli senza assicurazione scatterà una stretta: controlli incrociati, una task force dedicata e la possibilità di sequestro immediato al primo controllo su strada.
Multe agli stranieri, pagamenti errati e tempi di notifica
Più severità per i conducenti stranieri che non pagano le multe: nei cinque anni successivi alla violazione sarà possibile procedere alla riscossione coattiva. Maggiore tolleranza invece per i pagamenti errati: le sanzioni saranno ridotte. La notifica dei verbali da remoto scenderà da 90 a 30 giorni, mentre l’autotutela sarà semplificata per annullare i verbali sbagliati.
Stop all’aumento automatico delle sanzioni e più fondi alla sicurezza
Le multe non aumenteranno più automaticamente in base all’inflazione. Il 70% degli incassi sarà destinato alla sicurezza stradale, con interventi su infrastrutture, segnaletica e manutenzione.
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