La difesa di Massimo Giuseppe Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, torna a chiedere nuovi accertamenti tecnico‑scientifici. Gli avvocati Claudio Salvagno e Paolo Camporini hanno depositato alla Corte d’Assise di Bergamo, in qualità di Giudice dell’Esecuzione, una nuova istanza per ottenere l’autorizzazione alla rianalisi di reperti e campioni biologici ancora esistenti.
Secondo i legali, la richiesta si fonda su elementi emersi solo di recente, dopo la consegna alla difesa della documentazione fotografica ad alta risoluzione realizzata dal Ris di Parma durante le indagini. “Gli elementi oggi posti a fondamento dell’istanza sono emersi soltanto all’esito delle attività autorizzate dal Giudice dell’Esecuzione”, spiegano gli avvocati, sottolineando che le nuove immagini permetterebbero valutazioni tecniche non disponibili in precedenza.
La vicenda giudiziaria di Bossetti, arrestato nel 2014 e condannato in via definitiva nel 2018, continua a essere oggetto di dibattito pubblico e di approfondimenti che negli anni hanno alimentato dubbi e richieste di revisione. Al centro resta il nodo della prova genetica, considerata decisiva dai giudici ma contestata dalla difesa, che da tempo chiede la possibilità di effettuare nuove analisi sui reperti biologici.
La nuova istanza punta a riaprire il fronte scientifico, sostenendo che le fotografie del Ris mostrerebbero dettagli utili a una riconsiderazione dei materiali raccolti. La Corte d’Assise dovrà ora valutare se autorizzare o meno gli accertamenti richiesti, in un quadro in cui ogni decisione potrebbe riaccendere un caso che, a oltre tredici anni dal delitto, continua a dividere opinione pubblica e comunità scientifica.
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