I farmaci agonisti del recettore GLP-1 di cui si sente parlare tanto ultimamente sono stati introdotti per la prima volta nel 2010 (con l’approvazione del liraglutide) per il trattamento del diabete mellito di tipo 2, tuttavia è stato notato col tempo che tra gli effetti indiretti di questi farmaci vi era un rallentamento dello svuotamento gastrico e un aumento del senso di sazietà; per tale motivo sono stati poi presi in considerazione anche per il trattamento di un’altra condizione patologica, quale l’obesità.
I principi attivi maggiormente utilizzati oggi sono liraglutide, semaglutide e trizepatide. Ognuno di essi può essere venduto in due formulazioni differenti (come, ad esempio, Ozempic e Wegovy), una destinata al trattamento del diabete di tipo 2 e una destinata al trattamento dell’obesità, quest’ultima con una maggiore concentrazione di principio attivo, in modo da fornire un effetto dimagrante più efficace. In Italia tali farmaci sono rimborsabili solo se utilizzati per il trattamento del diabete di tipo 2; in ogni caso, entrambi i farmaci richiedono obbligatoriamente la prescrizione medica per poter essere acquistati.
Il meccanismo di azione di questi farmaci dimagranti consiste nel mimare l’effetto di un ormone prodotto naturalmente dall’intestino, il glucagon-like peptide-1 (GLP-1), che regola la glicemia e l’appetito. Tali molecole sono in grado di stimolare la secrezione di insulina e di ridurre allo stesso tempo il rilascio di glucagone, due ormoni secreti dal pancreas, che regolano i livelli di glucosio nel sangue causandone o una diminuzione o un aumento rispettivamente. Per quanto riguarda l’efficacia dei diversi principi attivi, la tirzepatide è attualmente il farmaco più efficace per la perdita di peso e il controllo glicemico, superando la semaglutide, che a sua volta ha dimostrato negli studi clinici di essere più potente della liraglutide.
Gli effetti collaterali comuni per tutti questi farmaci includono nausea, vomito, diarrea e disturbi gastrointestinali. La tollerabilità può variare da persona a persona e in genere questi effetti collaterali sono più comuni nelle prime settimane di trattamento. Sono stati anche riscontrati casi di pancreatite, sebbene rari e associati a persone che hanno usato il farmaco senza sottostare ad una corretta supervisione medica; infatti, bisogna specificare che i farmaci agonisti del recettore GLP-1 vanno assunti negli adulti, sotto prescrizione medica, solo se c’è una comprovata obesità, con Indice di Massa Corporea (BMI) maggiore o uguale di 30, oppure in presenza di forte sovrappeso, con BMI maggiore o uguale di 27.
Fino a pochi mesi fa gli agonisti GLP-1 per il trattamento dell’obesità erano disponibili solo in formulazioni iniettabili per via sottocutanea ad intervalli settimanali; di recente, la FDA ha approvato sia la formulazione orale di semaglutide di Novo Nordisk, commercializzata come Wegovy, sia la formulazione orale di orforglipron di Eli Lilly, commercializzata come Foundayo indicate per la gestione cronica del peso, aprendo in questo modo un ulteriore nuovo scenario per il trattamento dell’obesità.
È interessante notare, inoltre, come questi farmaci abbiano da poco dimostrato anche altri effetti benefici sull’uomo; infatti, lo studio SELECT ha arruolato oltre 17.000 pazienti con sovrappeso o obesità e pregressa malattia cardiovascolare, ma senza diabete. In questo contesto, il trattamento con semaglutide ha determinato una riduzione del 20% degli eventi cardiovascolari maggiori (MACE), includendo morte cardiovascolare, infarto miocardico e ictus.
Questo è un articolo realizzato a scopo puramente divulgativo e non vuole in nessun modo sostituirsi ad un parere medico; infatti, ci teniamo a precisare che è necessario rivolgersi ad un medico per valutare l’eventuale utilizzo di questi prodotti.
di ANTONIO LEMBO
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