Francesca Andrea Langella ha conquistato un piccolo record. Prima di compiere i 20 anni ha già messo nel cassetto una laurea in ingegneria gestionale, ottenuta presso l’Università Federico II di Napoli, e si proietta in un mercato del lavoro internazionale con un ampio anticipo rispetto ai suoi coetanei. Abbiamo parlato con lei per farci raccontare da dove nasce questo straordinario risultato.
Cosa ha caratterizzato il tuo percorso di studi?
«Grande impegno, organizzazione e costanza. Ho cercato di affrontare ogni esame con determinazione, mantenendo chiari i miei obiettivi. Con il tempo, anche le materie più complesse diventavano più interessanti da studiare e, proprio per questo, il percorso risultava meno pesante. Questo atteggiamento mi ha permesso di concludere gli studi in tempi rapidi e di aprirmi a nuove opportunità formative. Raggiungere un traguardo così importante in un’Università con otto secoli di storia rende questo momento ancora più significativo e rappresenta per me una profonda soddisfazione e un grande motivo orgoglio».
Quali pensi siano state le qualità che ti hanno portato a ottenere questo traguardo?
«Curiosità, disciplina e determinazione. Ho sempre cercato di mettermi alla prova e di affrontare ogni difficoltà con un atteggiamento positivo, considerandola non come un ostacolo, ma come un’occasione per imparare, crescere e migliorare me stessa».
Cosa hai dovuto sacrificare per riuscire in questa piccola impresa?
«Sicuramente una parte del mio tempo libero. Ci sono stati momenti in cui ho dovuto rinunciare a uscite e occasioni di svago per dedicarmi allo studio. Ma ci sono traguardi che sembrano personali e che, in realtà, appartengono anche alle persone che mi sono state accanto durante il percorso, in particolare la mia famiglia, che ha reso tutto più leggero e indimenticabile. Una parte di questa piccola impresa appartiene anche a loro».
Che vantaggio pensi possa offrirti essere così avanti rispetto ai tuoi coetanei?
«Più che sentirmi avanti rispetto ai miei coetanei, considero questo traguardo un’opportunità. Mi ha permesso di iniziare prima un percorso internazionale e, da settembre, avrò la possibilità di confrontarmi con una realtà accademica di eccellenza a Londra. Potrò studiare insieme a persone provenienti da tutto il mondo, conoscere nuovi metodi di insegnamento e vivere un’esperienza che arricchirà il mio percorso sia dal punto di vista accademico sia personale».
Qual è il tuo obiettivo a medio-lungo termine?
«Costruire un percorso professionale nel settore dei lubrificanti, contribuendo alla crescita dell’azienda di famiglia. Nel novembre del 1977 mio nonno registrò il primo marchio della famiglia Langella, traendo ispirazione dal caratteristico colore rosso di una particolare tipologia di lubrificanti, consolidando un progetto imprenditoriale nato nel 1962, che continua ancora oggi. Mi piacerebbe portare avanti questa eredità con competenze sempre più solide e una visione internazionale, coniugando tradizione, innovazione e sostenibilità per affrontare le sfide di un mercato in continua evoluzione».
Cosa pensi che manchi al sistema d’istruzione italiano, che spesso frena i ragazzi e dilata i tempi di ingresso nel mondo del lavoro?
«Credo che sia importante rafforzare ulteriormente il legame tra università e mondo del lavoro, offrendo agli studenti più opportunità di svolgere esperienze pratiche, tirocini e attività di ricerca. Un collegamento sempre più stretto con le imprese e con il contesto internazionale aiuterebbe molti giovani a valorizzare il proprio talento e ad affrontare con maggiore consapevolezza l’ingresso nel mondo professionale».
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