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Lavoro. L’Italia è nel pieno di una fase dinamica nell’ambito dell’occupazione, con un significativo aumento delle assunzioni previste per i prossimi mesi. Secondo l’ultimo Bollettino del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, le prospettive sono incoraggianti, con un’impennata della domanda di lavoro che promette di portare benefici tangibili all’economia nazionale. Sui dati pesano certamente i massicci numeri di addetti richiesti dai lavori stagionali – estivi – che ogni anno coinvolgono migliaia di lavoratori.
Ma andiamo a vedere nel dettaglio la composizione della richiesta.

I numeri

Le cifre parlano chiaro: sono quasi 494 mila le assunzioni programmate dalle imprese per il solo mese di maggio, con un ulteriore balzo in avanti previsto per il trimestre maggio-luglio, che vedrà quasi 1,6 milioni di nuove entrate nel mondo del lavoro. Questo rappresenta un incremento significativo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un aumento della domanda di lavoro del 5,8% su base annua e del 2,2% rispetto al trimestre corrispondente.

Sud e isole trainano la richiesta occupazionale

È particolarmente interessante osservare che il Sud e le Isole emergono come l’area più dinamica del Paese in termini di occupazione, con un aumento del 11,9% delle assunzioni previste, pari a circa 140 mila nuovi contratti. Questo dato evidenzia un trend positivo per un’area spesso caratterizzata da sfide economiche e occupazionali.

Analizzando i settori specifici, l’industria nel suo complesso si appresta a registrare un notevole aumento delle assunzioni, con oltre 136 mila entrate previste nel solo mese di maggio e oltre 410 mila nel trimestre. Questo rappresenta un incremento del 3,5% e del 2,4% rispettivamente rispetto all’anno precedente, indicando una robusta crescita del settore industriale.

Anche le imprese dei servizi stanno contribuendo in modo significativo alla crescita dell’occupazione, con una ricerca attiva di 357 mila lavoratori nel mese e di circa 1,2 milioni nel trimestre. Questo si traduce in un aumento del 6,7% e del 2,2% rispettivamente rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, confermando il ruolo chiave del settore dei servizi nell’economia italiana.

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