Stop al gas russo in Polonia e Bulgaria

Per la prima volta dall’inizio della stagione invernale, le scorte di gas naturale in Europa sono scese sotto la soglia del 40%, un livello che riaccende l’attenzione dei mercati e delle istituzioni sulla sicurezza energetica del continente. Secondo gli ultimi dati diffusi da Gas Infrastructure Europe, gli stoccaggi europei risultano oggi al 39,9% della capacità, pari a 455,45 TWh, un dato nettamente inferiore rispetto ai 604 TWh registrati nello stesso periodo del 2025.

Il calo, progressivo ma costante nelle ultime settimane, riflette un inverno caratterizzato da consumi sostenuti e da un contesto geopolitico che continua a rendere fragile l’equilibrio tra approvvigionamenti e domanda. Sebbene il livello complessivo resti ancora gestibile, la soglia psicologica del 40% rappresenta un punto di attenzione cruciale per la pianificazione dei prossimi mesi, in vista anche della stagione di riempimento primaverile.

La situazione appare particolarmente critica in Germania, il principale hub energetico europeo, dove le riserve sono scese al 31,25%, equivalenti a 78,47 TWh. Un livello che evidenzia una maggiore esposizione del sistema tedesco, anche alla luce del ruolo centrale che il Paese ricopre nella distribuzione del gas verso l’Europa centrale e settentrionale. Il dato alimenta interrogativi sulla capacità di Berlino di affrontare eventuali ondate di freddo tardive senza ulteriori pressioni sui mercati.

Diverso il quadro per l’Italia, che si conferma tra i Paesi più prudenti nella gestione degli stoccaggi. Le riserve nazionali si attestano infatti al 56,19%, pari a 114,27 TWh, un livello comunque inferiore rispetto ai 125,08 TWh registrati il 2 febbraio 2025, ma decisamente più elevato rispetto alla media europea. Un risultato che riflette una strategia di diversificazione delle fonti di approvvigionamento e una maggiore capacità di stoccaggio, elementi che negli ultimi anni hanno rafforzato la posizione del Paese nel contesto energetico continentale.

Sul fronte dei mercati, i prezzi del gas restano sotto pressione, sostenuti soprattutto dai timori legati a un possibile ritorno del freddo nella parte finale di febbraio. Al mercato Ttf di Amsterdam, riferimento per l’Europa, il gas si mantiene stabilmente sopra i 33 euro al MWh, con un rialzo dello 0,82% a 33,13 euro. Un livello che, pur lontano dai picchi del 2022, segnala una persistente volatilità e una sensibilità elevata alle variabili climatiche.

La combinazione tra scorte in calo, incertezze meteorologiche e fragilità strutturali di alcuni Paesi chiave mantiene alta l’attenzione di governi e operatori. Il nodo centrale resta la capacità dell’Europa di chiudere l’inverno senza shock e di avviare con sufficiente anticipo la fase di riempimento degli stoccaggi, evitando tensioni sui prezzi nella seconda parte dell’anno. In questo scenario, la gestione coordinata delle riserve e il rafforzamento delle politiche energetiche comuni restano elementi decisivi per la stabilità economica dell’Unione.


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