Napoli compie un passo decisivo verso la modernizzazione della propria rete infrastrutturale. È stato firmato il contratto per l’avvio della progettazione e della realizzazione della prima tratta della nuova Linea 10 della metropolitana, un’opera destinata a cambiare radicalmente la mobilità urbana e metropolitana del capoluogo campano e dell’area nord-orientale.
Il progetto, affidato al consorzio guidato da Webuild, prevede un investimento iniziale di circa 660 milioni di euro per la Fase 1A del Lotto 1, ma con un potenziale complessivo che supera 1,7 miliardi di euro grazie al diritto esclusivo su ulteriori sviluppi. L’intera infrastruttura rientra in un piano più ampio da oltre 3,1 miliardi di euro, confermandosi tra le opere strategiche più rilevanti per il Mezzogiorno.
Alla firma erano presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e l’amministratore delegato di Webuild Pietro Salini, a testimonianza del forte valore istituzionale e industriale dell’intervento. Proprio Salini ha sottolineato il significato strategico dell’opera: “La nuova Linea 10 rappresenta un tassello fondamentale per la modernizzazione sostenibile di una città che vuole tornare a guidare l’innovazione nel trasporto urbano”, evidenziando anche il ruolo delle infrastrutture come motore di rigenerazione urbana e occupazione.
Il tracciato complessivo della Linea 10 si estenderà per circa 14 chilometri con 12 stazioni, collegando il centro di Napoli alla stazione AV di Napoli Afragola in circa 20 minuti. A regime, la linea servirà oltre 650.000 residenti, offrendo una valida alternativa al traffico privato e contribuendo alla riduzione dell’impatto ambientale.
La prima fase dei lavori riguarderà la realizzazione di 6,5 chilometri di linea e sette stazioni, coinvolgendo non solo Napoli ma anche comuni strategici dell’hinterland come Afragola, Casoria e Casavatore. Tre stazioni saranno completate integralmente in questa fase, mentre altre quattro verranno avviate, in vista del completamento dell’intero lotto.
Un elemento chiave del progetto è l’integrazione con le infrastrutture esistenti. La stazione Di Vittorio rappresenterà il primo nodo di interscambio con le Linee 1 e 11, mentre a regime la Linea 10 si connetterà anche con il sistema ferroviario nazionale, la Circumvesuviana e il nodo strategico di Piazza Garibaldi. Previsto inoltre un collegamento diretto con la rete ad alta velocità e un grande parcheggio di interscambio da circa 1.000 posti auto presso Afragola.
Oltre agli effetti sulla mobilità, il progetto avrà un impatto significativo anche sul piano economico e sociale. Si stimano fino a 1.500 posti di lavoro durante la realizzazione, tra occupazione diretta e indotto, contribuendo a rafforzare il tessuto produttivo locale.
L’intervento si inserisce in una strategia più ampia di sviluppo del Sud Italia. Il gruppo Webuild è attualmente impegnato in 21 progetti nel Mezzogiorno per un valore complessivo di oltre 16 miliardi di euro, con più di 10.000 occupati coinvolti, confermando il ruolo centrale delle infrastrutture come leva di crescita.
La nuova Linea 10 non sarà soltanto un’opera di trasporto, ma anche un progetto di rigenerazione urbana. Il tracciato attraverserà aree ad alta densità e zone finora marginali, contribuendo alla riqualificazione degli spazi pubblici e alla valorizzazione di luoghi simbolici come l’area di Piazza Carlo III, dove è previsto anche il recupero del Real Albergo dei Poveri.
In questo contesto, la metropolitana diventa un’infrastruttura chiave per la competitività, la sostenibilità e la coesione territoriale, segnando una nuova fase per Napoli e per l’intero sistema urbano campano.
De Gregorio (EAV): “Si apre una pagina storica”
“Un sincero ringraziamento ai tecnici e dirigenti di EAV, ai dirigenti del Comune e della Regione, ad ACAMIR, alla Regione, prima con De Luca ed oggi con Fico, al Sindaco di Napoli ed all’assessore Cosenza ed a Luca Cascone.
Si apre una pagina storica, ci aspetta un lungo percorso”. Così il presidente di Eav Umberto De Gregorio
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