Condono sì, condono no. Torna il tema al centro del dibattito politico e le posizioni tra le parti sono distanti. Anzi è scontro all’ipotesi che all’interno della manovra di bilancio ci potrebbe essere un inserimento della riapertura dei termini della sanatoria dalla quale la Campania era rimasta esclusa nel 2003. Sul tema si era impegnato alle scorse elezioni regionali l’allora candidato del centro destra, Edmondo Cirielli. La maggioranza di governo e in particolare Fdl, infatti, starebbe lavorando sull’ipotesi di una riapertura dei termini del condono edilizio in particolare per la regione Campania da inserire via emendamento alla manovra di bilancio. Il punto per il centro destra è l’esclusione della Regione dal condono del 2003 per volere dell’allora governatore Antonio Bassolino. In prima fila sul tema, oltre ad Edmondo Cirielli, viceministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale in quota Fdi, vi sono anche gli esponenti del partito della Meloni come il senatore Antonio Iannone, sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e la deputata Imma Vietri, capogruppo in commissione Affari sociali alla Camera.

A spingere sono anche gli esponenti di opposizione in Consiglio Regionale. “Sosteniamo con convinzione l’iniziativa di alcuni parlamentari del centrodestra tesa a consentire ai cittadini della Campania di beneficiare del condono del 2003 a cui hanno avuto accesso i cittadini di altre regioni italiane”, sottolinea in una nota il capo dell’opposizione Gennaro Sangiuliano unitamente ai capigruppo del centrodestra Massimo Pelliccia (FI), Raffaele Maria Pisacane (FdI), Massimo Grimaldi (Lega) e Sebastiano Odierna (Ecr-Cirielli Presidente).

Decisamente contrario è il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che a chi gli ha chiesto un commento ha tagliato corto dicendo: “Siamo contro il condono. Punto”. Dello stesso parere anche il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi: “Non bisogna ingenerare false speranze. Dobbiamo distinguere tra quelli che sono i piccoli abusi, che in alcuni casi le norme attuali già consentono di sanare, e quelli che sono i grandi abusi, come le costruzioni completamente irregolari, che richiedono interventi molto diversi, soprattutto quando ci troviamo in zone a rischio idrogeologico o sottoposte a vincoli paesaggistici”.

di M.OLA


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