Per il comune di Niscemi “abbiamo erogato 150 milioni di euro”. Lo ha annunciato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al termine di un sopralluogo nella zona rossa del paese colpito dal ciclone Harry.
“La risposta è complessiva per tutti i territori coinvolti”, ha spiegato la premier, precisando che per Niscemi è prevista anche la nomina di un commissario straordinario. “Ma vorrei che il confronto fosse partecipato”, ha aggiunto.
Accanto alla presidente del Consiglio era presente il capo del Dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano. Si tratta della seconda visita della premier nel comune siciliano: il 28 gennaio scorso aveva sorvolato in elicottero le aree colpite dal maltempo.
“Il decreto per rispondere all’emergenza arriverà mercoledì e le risorse saranno disponibili già dal giorno dopo”, ha assicurato Meloni. Quanto alla sicurezza del territorio, la premier ha invitato alla prudenza: “Non posso e non voglio dare una tempistica della quale non sono certa. Oggi Niscemi è il comune più monitorato d’Europa. Ci sono tutte le migliori eccellenze e stanno lavorando tutti. Ma c’è bisogno di tempo. Se forzassi le decisioni per dare risposte certe ai cittadini e mettessi la loro sicurezza a repentaglio, sarei una pazza”.
Sul piano locale, il sindaco Massimiliano Conti ha ribadito in una diretta Facebook che “Niscemi merita rispetto e ci batteremo per la dignità del popolo niscemese”. “Chi vuole speculare su questa vicenda troverà noi a sbarrargli la strada”, ha detto, assicurando il “massimo confronto” con i comitati cittadini nati dopo la frana del 25 gennaio.
Intanto è stata recuperata la croce in pietra di Niscemi, simbolo di speranza per la comunità, precipitata a valle a causa dei movimenti franosi. L’operazione è stata condotta dai Vigili del Fuoco e dalla Polizia di Stato, con l’ausilio di un robot per operare in sicurezza in un’area impervia. La croce, spezzata in più parti, è stata poi riconsegnata al sindaco.
Nel dibattito politico interviene anche il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, che ha parlato di “una campagna di strumentalizzazione” nei suoi confronti, respingendo le accuse di responsabilità per quanto non fatto negli ultimi decenni sul territorio.
L’emergenza resta dunque al centro dell’agenda istituzionale, tra misure straordinarie, monitoraggio tecnico e tensioni politiche, mentre la comunità attende tempi certi per la messa in sicurezza definitiva.
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