È un quadro a tinte fosche quello che emerge per la mobilità sostenibile a Napoli, secondo l’8º Rapporto Mobilitaria 2025, realizzato da Kyoto Club in collaborazione con l’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del CNR. Lo studio, basato su dati relativi al 2024 e agli anni precedenti, colloca il capoluogo campano al quint’ultimo posto tra le 18 grandi città italiane monitorate, quanto a progressi verso gli obiettivi europei al 2030 in tema di mobilità sostenibile.
Napoli continua a essere fortemente dipendente dalla motorizzazione privata, con 795 veicoli ogni 1.000 abitanti, un dato che la colloca nella fascia alta delle città più motorizzate. Il dato più preoccupante riguarda l’età e l’impatto ambientale del parco veicolare: l’80% delle auto e moto ha oltre otto anni e il 68% è classificato Euro 4 o inferiore, rendendo Napoli la città con i mezzi più vecchi e inquinanti tra quelle analizzate. A ciò si aggiunge la quasi totale assenza di veicoli elettrici, pari a soli 2,6 ogni mille abitanti, il peggior dato nazionale nel panel delle città esaminate.
Il trasporto pubblico mostra segnali di vitalità, grazie anche agli investimenti recenti nel trasporto su ferro. Al 2022 si registravano 18,8 km di metropolitana, 16,7 km di tram, 18,5 km di filobus e un sistema di funicolari ben sviluppato. Questi mezzi hanno rappresentato oltre il 59% dell’offerta complessiva di trasporto pubblico, a fronte di un 40,5% assicurato dagli autobus. Il rapporto evidenzia numerose iniziative avviate successivamente, tra cui nuovi treni, stazioni e linee, con una strategia che punta sul trasporto su ferro come asse portante della mobilità urbana.
Sul fronte della mobilità attiva, i numeri restano modesti: tra il 2016 e il 2021 Napoli contava solo 19 km di piste ciclabili, equivalenti a 0,2 km ogni 10.000 abitanti, contro i 10 km consigliati dagli standard europei. Sebbene nel 2023 la rete sia stata estesa a 25 km, la città resta ultima per dotazione ciclabile. Meno critico il quadro delle aree pedonali, che nel 2022 hanno raggiunto una densità di 33,4 mq per 100 abitanti, collocando Napoli al settimo posto tra i 14 capoluoghi metropolitani.
La mobilità condivisa risulta attiva, con servizi di car sharing, bike sharing e micromobilità elettrica disponibili, ma senza ancora un impatto strutturale sui flussi di traffico. Sul versante della sicurezza stradale, i dati sono allarmanti: oltre 2.300 incidenti nel 2022, con 23 morti e più di 3.000 feriti. Nel 2023, il numero di incidenti mortali è aumentato del 61%, spingendo l’amministrazione comunale a installare dossi e strisce pedonali rialzate nelle strade più critiche, all’interno di un piano più ampio di 400 interventi programmati.
Infine, sul fronte ambientale, la qualità dell’aria rimane preoccupante: nel 2022 quattro delle sei centraline di monitoraggio hanno superato i limiti di legge per il biossido di azoto, inquinante legato ai veicoli a combustione. Le altre due stazioni non hanno superato i limiti normativi attuali, ma hanno comunque ecceduto i valori raccomandati dall’OMS e quelli imposti dalla nuova direttiva UE per il 2030. Tuttavia, nel 2024, nessuna città metropolitana italiana, Napoli inclusa, ha superato il limite annuale di legge, segno di un miglioramento generale ma ancora lontano dagli standard europei.
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