L’Italia compie un passo significativo nella corsa globale al quantum computing, una delle tecnologie strategiche che nei prossimi anni promette di rivoluzionare settori come la finanza, la sicurezza informatica, la ricerca scientifica e l’industria avanzata. A segnare questo avanzamento è Partenope, il computer quantistico sviluppato presso la Università degli Studi di Napoli Federico II, che grazie a un importante aggiornamento tecnologico è diventato uno dei sistemi quantistici più potenti al mondo.

Il nuovo processore quantistico è stato potenziato passando da 25 a 64 qubit, l’unità fondamentale dell’informazione nei computer quantistici, equivalente ai bit utilizzati nei sistemi di calcolo tradizionali. L’incremento non rappresenta soltanto un miglioramento quantitativo, ma segna un salto qualitativo nelle capacità di calcolo e nella stabilità del sistema.

Il progetto è stato sviluppato dal gruppo di Tecnologie Quantistiche Superconduttive guidato dal fisico Francesco Tafuri, che da anni lavora alla realizzazione di architetture quantistiche basate su circuiti superconduttivi. Il potenziamento del sistema è stato finanziato attraverso il Centro Nazionale di Ricerca in HPC, Big Data e Quantum Computing, struttura creata nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che mira a rafforzare l’infrastruttura scientifica e tecnologica del Paese.

Secondo la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, il risultato ottenuto rappresenta una dimostrazione concreta dell’impatto degli investimenti pubblici nella ricerca avanzata. Il potenziamento di Partenope, ha sottolineato la ministra, costituisce una nuova tappa nel percorso di rafforzamento dell’ecosistema scientifico italiano, rendendolo più competitivo nel panorama internazionale.

Nel mondo del quantum computing il numero di qubit è un indicatore fondamentale delle prestazioni di una macchina. Tuttavia, la qualità dei qubit e la loro stabilità nel tempo sono fattori altrettanto cruciali. Proprio su questo aspetto si concentra uno dei principali miglioramenti del nuovo sistema. Come ha spiegato Francesco Tafuri, non si tratta semplicemente di aumentare il numero di qubit disponibili, ma di migliorarne la qualità e i tempi di coerenza, cioè la capacità di mantenere stabile lo stato quantistico per periodi più lunghi. Questo consente di eseguire calcoli molto più complessi rispetto alle generazioni precedenti.

Il computer quantistico Partenope non sostituisce il precedente processore da 25 qubit, ma lavorerà accanto ad esso all’interno di un’infrastruttura di ricerca più ampia. Il sistema costituisce infatti il cuore di un vero e proprio hub tecnologico, che include anche altri due sistemi sperimentali utilizzati come piattaforme di test. L’obiettivo è creare un ambiente aperto a università, centri di ricerca e imprese interessate a sperimentare le potenzialità del calcolo quantistico.

Le applicazioni di questa tecnologia sono potenzialmente rivoluzionarie. I computer quantistici sono progettati per affrontare problemi estremamente complessi che risultano difficilmente risolvibili dai supercomputer tradizionali. Tra le prospettive più concrete vi sono la simulazione di molecole complesse per la ricerca farmaceutica, l’ottimizzazione di sistemi finanziari avanzati, lo sviluppo di nuovi materiali e la realizzazione di sistemi di comunicazione altamente sicuri.

Un altro aspetto strategico riguarda la formazione. Il progetto Partenope è stato concepito anche come strumento di “scolarizzazione” tecnologica, cioè come piattaforma capace di favorire l’integrazione tra tecnologie quantistiche e sistemi informatici tradizionali, formando nuove competenze scientifiche e industriali. In un contesto globale in cui la competizione per il dominio delle tecnologie quantistiche è sempre più intensa, la disponibilità di infrastrutture di ricerca avanzate rappresenta un elemento chiave per attrarre talenti e investimenti.

In questo scenario, l’esperienza della Federico II di Napoli dimostra come l’Italia possa ritagliarsi un ruolo significativo nello sviluppo di una delle tecnologie più strategiche del futuro. Il potenziamento di Partenope segna infatti un passo importante nella costruzione di un ecosistema nazionale del quantum computing, capace di collegare ricerca scientifica, innovazione industriale e politiche pubbliche per lo sviluppo tecnologico.


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