Un intervento urgente per evitare il collasso di uno dei settori simbolo dell’economia locale. La Camera di Commercio di Napoli prepara un piano da 2 milioni di euro a sostegno del comparto ittico, colpito duramente da un improvviso crollo dei consumi innescato dall’allarme sanitario legato ad alcuni casi di epatite A.
La decisione arriva al termine di un confronto tra il presidente Ciro Fiola e una delegazione rappresentativa di pescherie e grossisti del territorio. Un incontro che ha messo in evidenza la gravità della situazione: secondo quanto emerso, i fatturati del settore hanno subito una contrazione superiore all’80%, una dinamica che rischia di mettere fuori mercato decine di operatori.
Alla base della crisi non vi è un problema strutturale della filiera, ma piuttosto una distorsione comunicativa che ha amplificato la percezione del rischio tra i consumatori. Lo stesso Fiola ha sottolineato come le indicazioni sanitarie siano state interpretate in modo eccessivamente allarmistico, generando effetti economici sproporzionati rispetto alla reale portata delle restrizioni.
Il punto centrale riguarda infatti la distinzione tra consumo e commercializzazione: le limitazioni riguardano esclusivamente la somministrazione di frutti di mare crudi nei ristoranti, mentre la vendita nelle pescherie e attraverso i canali all’ingrosso resta pienamente consentita. Nonostante ciò, il timore diffuso ha colpito l’intero comparto, senza distinguere tra le diverse modalità di consumo.
In questo contesto, la Camera di Commercio intende intervenire con una misura straordinaria per compensare le diseconomie generate dall’emergenza e sostenere la continuità operativa delle imprese. Il piano sarà formalizzato nella prossima riunione di giunta, ma rappresenta già un segnale politico ed economico rilevante per il territorio.
Fiola ha inoltre ribadito la qualità della filiera locale, evidenziando come il pesce commercializzato nell’area napoletana sia sottoposto a controlli rigorosi lungo tutta la catena, dalla conservazione alla distribuzione. Un sistema che, secondo il presidente, garantisce standard elevati e tutela la sicurezza dei consumatori.
Il comparto ittico rappresenta non solo un pilastro economico, ma anche un elemento identitario per Napoli e la sua area metropolitana. Le competenze tramandate nel tempo e la presenza di una rete diffusa di operatori rendono il settore un asset strategico, oggi messo alla prova da una crisi reputazionale più che sanitaria.
L’intervento da 2 milioni si inserisce quindi in una logica di tutela dell’economia reale e di contrasto agli effetti distorsivi dell’informazione, con l’obiettivo di ristabilire fiducia nei consumi e stabilità nel mercato. Una sfida che, nelle prossime settimane, si giocherà tanto sul piano economico quanto su quello della comunicazione.
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