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Il secondo trimestre del 2026 conferma una dinamica di crescita moderata per l’economia italiana. Secondo le stime, il Pil aumenta dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno e dell’1,0% su base tendenziale, in valori concatenati con anno di riferimento 2020 e corretti per gli effetti di calendario. Un risultato che, pur segnando un rallentamento congiunturale, mantiene il Paese su un percorso di espansione.

Il trimestre ha avuto lo stesso numero di giornate lavorative del precedente e una in più rispetto al secondo trimestre del 2025, elemento che contribuisce a rendere più robusta la lettura tendenziale. La crescita acquisita per il 2026 sale allo 0,8%, due decimi in più rispetto alla stima precedente, anche grazie alla dinamica positiva registrata tra aprile e giugno.

Dal lato dell’offerta, la crescita è sostenuta dal comparto dei servizi, che continua a rappresentare il motore principale dell’economia nazionale. Al contrario, si osservano flessioni nel valore aggiunto dell’agricoltura e dell’industria, confermando una fase di debolezza dei settori produttivi più esposti ai costi energetici, alle condizioni climatiche e alla domanda internazionale.

Sul fronte della domanda, emerge un quadro articolato: la componente nazionale al lordo delle scorte fornisce un contributo positivo, segno di consumi e investimenti in miglioramento. La componente estera netta, invece, registra un apporto negativo, riflettendo un rallentamento delle esportazioni e una dinamica delle importazioni più vivace. Un segnale che conferma la crescente complessità del contesto internazionale e la necessità di politiche capaci di rafforzare la competitività esterna.

Il commento congiunturale evidenzia che l’economia italiana ha mostrato un lieve rallentamento rispetto al trimestre precedente, pur mantenendo una crescita tendenziale dell’1,0%, in accelerazione rispetto allo 0,8% dei primi tre mesi dell’anno. La revisione al rialzo della crescita acquisita per il 2026 rappresenta un elemento di stabilità, ma il quadro resta caratterizzato da una forte eterogeneità tra settori e da un contributo estero meno favorevole.

La dinamica complessiva conferma che il 2026 si sta configurando come un anno di espansione moderata, sostenuta dai servizi e dalla domanda interna, ma frenata dalle difficoltà dell’industria e dall’indebolimento del commercio estero. Un equilibrio fragile che richiede attenzione, soprattutto in vista delle sfide legate alla produttività, agli investimenti e alla competitività internazionale.


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