Crescita economica - soldi - Italia -Europa

Resta sostanzialmente ferma l’economia italiana con crescita poco superiore allo zero. Nel primo trimestre del 2025, l’economia italiana conferma una crescita moderata ma stabile, segnando un aumento del Pil dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2024, secondo la stima preliminare diffusa oggi. I dati, espressi in valori concatenati con anno di riferimento 2020 e corretti per effetti di calendario e destagionalizzazione, rappresentano un’ulteriore indicazione di consolidamento del trend positivo avviato nella seconda metà del 2024.

Nonostante il trimestre abbia contato una giornata lavorativa in meno rispetto al quarto trimestre 2024 e due in meno rispetto al primo trimestre dello scorso anno, il prodotto interno lordo ha mostrato segnali di tenuta, spinto principalmente da un aumento del valore aggiunto nel settore primario e in quello industriale, a fronte di una stazionarietà nel comparto dei servizi, che rimane il principale bacino occupazionale ed economico del Paese.

Sul fronte della domanda, si evidenzia un contributo positivo della componente nazionale, misurata al lordo delle scorte, mentre la componente estera netta ha fornito un apporto negativo, suggerendo un rallentamento nelle esportazioni o un’accelerazione delle importazioni che ha pesato sul saldo commerciale.

Il risultato, pur contenuto, si colloca in un contesto economico ancora caratterizzato da incertezze internazionali, tensioni geopolitiche e pressioni sui costi energetici, ma evidenzia la resilienza del sistema produttivo italiano, in particolare nei settori che hanno saputo riorganizzarsi più rapidamente.

Con una variazione acquisita per il 2025 pari a +0,4%, il Paese si colloca su un percorso di crescita prudente, sostenuto da un miglioramento delle dinamiche interne ma ancora vulnerabile agli shock esterni, come l’andamento della domanda globale, le condizioni monetarie e l’evoluzione delle politiche commerciali europee.

La stima resta provvisoria e sarà soggetta a revisioni nei prossimi mesi, ma rappresenta comunque un segnale incoraggiante per il mondo economico e politico, in un anno in cui sarà fondamentale consolidare la ripresa, rafforzare gli investimenti e sostenere l’occupazione.


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