Il referendum sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo rappresenta, secondo Candida Tucci, un passaggio importante non solo per il mondo del diritto, ma per l’intero sistema democratico e istituzionale del Paese. La posizione arriva dalla rappresentante della filiera Salute di CONFAPI, che sottolinea come il tema della giustizia incida direttamente sulla fiducia dei cittadini e sul funzionamento delle istituzioni.
“Non si tratta di una questione che riguarda soltanto gli addetti ai lavori”, spiega Tucci. “Il funzionamento del sistema giudiziario tocca la vita quotidiana delle persone e ha effetti concreti sulla tutela dei diritti, sulla serenità con cui cittadini e imprese svolgono le proprie attività e sulla capacità del Paese di attrarre investimenti”.
Secondo la rappresentante di CONFAPI, una giustizia efficiente e imparziale costituisce uno dei pilastri fondamentali di ogni democrazia moderna. Quando il sistema giudiziario non riesce a garantire tempi certi e procedure efficaci, le conseguenze si estendono ben oltre i tribunali, incidendo anche sul clima economico e sulla credibilità delle istituzioni.
“In qualità di rappresentante del mondo delle imprese – afferma Tucci – considero il buon funzionamento della giustizia un elemento essenziale per la crescita economica e per la solidità del sistema istituzionale. La certezza del diritto e l’equilibrio tra i poteri dello Stato sono condizioni indispensabili per rafforzare la fiducia tra cittadini, imprese e istituzioni”.
Per queste ragioni, Tucci ritiene che il referendum rappresenti uno strumento significativo di partecipazione democratica, attraverso il quale i cittadini possono contribuire a orientare il percorso di riforma del sistema giudiziario.
“Nel rispetto delle diverse opinioni che animano il dibattito pubblico – aggiunge – ho scelto di esprimere il mio voto favorevole, nella convinzione che il miglioramento delle istituzioni sia sempre un processo necessario e continuo”.
Al di là delle singole posizioni, conclude Tucci, il punto centrale resta la partecipazione dei cittadini. “Una democrazia solida vive infatti della responsabilità dei cittadini e della loro disponibilità a prendere parte alle scelte che riguardano il futuro del Paese”.
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