Il governo valuta un intervento contro il caro-carburanti ma resta incerta la strada da seguire. L’ipotesi del taglio delle accise incontra resistenze tecniche e politiche e l’esecutivo sembra orientato verso un bonus anti-rincari destinato alle famiglie con redditi più bassi e alle imprese più esposte alla crisi energetica.
Il tema dovrebbe approdare al prossimo Consiglio dei ministri, anche se una decisione potrebbe arrivare solo nelle prossime settimane, mentre l’esecutivo continua a monitorare gli effetti della crisi internazionale sul prezzo dell’energia.
Il piano allo studio prevederebbe un sostegno per i nuclei familiari con Isee inferiore a 15 mila euro, oltre a misure fiscali mirate per aziende particolarmente colpite dall’aumento dei costi energetici e dalle difficoltà commerciali legate alle tensioni in Medio Oriente.
Il confronto politico resta acceso. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, insiste sul meccanismo delle accise mobili, che consentirebbe di ridurre automaticamente la tassazione sui carburanti quando i prezzi alla pompa superano determinate soglie. “Gli italiani non vogliono pagare le guerre illegali di Trump e Netanyahu”, ha dichiarato la leader dem.
Sul fronte della maggioranza, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani non esclude una revisione delle accise, ma invita alla cautela. Più prudente il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che spinge per interventi compensativi mirati.
Secondo Urso, il taglio delle accise introdotto dal governo di Mario Draghi nel 2022 costò allo Stato circa un miliardo di euro al mese senza riuscire a frenare l’inflazione. Per questo l’esecutivo preferirebbe misure selettive, rivolte alle fasce sociali più fragili, all’autotrasporto e alle imprese.
Intanto cresce la pressione delle associazioni dei consumatori. Il Codacons critica l’ipotesi del bonus, definendolo “il solito palliativo inutile”. Secondo l’associazione, la riduzione delle accise decisa nel 2022 avrebbe invece prodotto un calo immediato dell’inflazione di mezzo punto, con un risparmio stimato di circa 4 miliardi di euro per i consumatori.
L’impatto dei rincari è già evidente. Il Codacons stima in 16,5 milioni di euro al giorno il maggior esborso complessivo per gli automobilisti italiani.
Il dossier carburanti resta quindi aperto e potrebbe essere influenzato anche dalle decisioni del prossimo Consiglio europeo, chiamato a discutere possibili misure comuni per contenere l’aumento dei prezzi energetici.
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