Una nuova e gravissima escalation scuote il Medio Oriente. Israele ha lanciato nella notte un attacco su vasta scala contro l’Iran, colpendo oltre 100 obiettivi, tra cui sei basi militari e diversi siti legati al programma nucleare, incluso quello di Natanz. Si tratta di uno degli attacchi più ampi condotti dall’aeronautica israeliana, con il dispiegamento di più di 200 caccia supportati da informazioni fornite dall’intelligence.
Secondo i media iraniani, almeno sei scienziati nucleari sono rimasti uccisi nei raid. Tra le vittime vi sarebbe anche Ali Shamkhani, consigliere politico del leader supremo Ali Khamenei, morto per le ferite riportate mentre si trovava nella propria abitazione. Le autorità di Teheran confermano almeno cinque morti e cinquanta feriti, pur sottolineando che le infrastrutture petrolifere non hanno subito danni e continuano a operare regolarmente.
Immediata la risposta iraniana: oltre 100 droni sono stati lanciati verso Israele, con l’arrivo previsto entro 3-5 ore. L’IDF (Forze di Difesa Israeliane) ha già avviato l’intercettazione dei velivoli fuori dallo spazio aereo israeliano e ha richiamato migliaia di riservisti con un ordine d’emergenza. Il ministro della Difesa Israel Katz ha proclamato lo stato di emergenza speciale su tutto il territorio nazionale, ordinando alla popolazione di restare nei rifugi e seguire le direttive del Comando della Retroguardia.
Dal canto suo, l’Iran ha definito l’attacco israeliano “una chiara aggressione alla propria sovranità” e ha rivendicato il diritto legale e legittimo alla risposta armata. “Le forze armate sono incaricate di infliggere una punizione severa agli autori e ai sostenitori di questa aggressione”, ha dichiarato il comandante supremo dell’esercito iraniano Abdolrahim Mousavi. Il leader Khamenei ha parlato di “un destino amaro” che attende Israele.
La comunità internazionale osserva con preoccupazione. Gli Stati Uniti si sono affrettati a dichiarare il proprio disimpegno dall’operazione. L’ex presidente Donald Trump, in un’intervista a Fox News, ha detto di essere stato a conoscenza dell’attacco ma ha ribadito che l’Iran non può ottenere una bomba nucleare. L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), che sta monitorando da vicino gli sviluppi, ha confermato che non si registrano aumenti di radiazioni nel sito di Natanz.
Anche in Italia, il governo segue l’evoluzione della crisi. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato che nessun italiano è rimasto coinvolto negli attacchi e ha sottolineato che “il dialogo è l’unica via possibile”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato una riunione d’emergenza con i ministri e i vertici dell’intelligence.
Le conseguenze economiche non si sono fatte attendere: il prezzo del gas è salito del 4%, quello del petrolio dell’8%, mentre le borse aprono all’insegna dell’incertezza. Hamas ha condannato l’attacco israeliano, definendolo “pericoloso” e potenzialmente destabilizzante per l’intera regione.
La situazione è in rapido sviluppo e rischia di trascinare l’intero Medio Oriente in un nuovo e pericoloso conflitto. Mentre le diplomazie si mobilitano, lo spettro di una guerra aperta tra Israele e Iran si fa sempre più concreto.
Leggi le notizie di Piazza Borsa
Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social Facebook, Twitter e LinkedIn










