Il Bitcoin torna sotto la soglia psicologica dei 90.000 dollari, un livello che non veniva toccato da aprile 2025. Nella mattinata di oggi la principale criptovaluta mondiale ha registrato una flessione del 2,5%, scendendo fino a 89.510 dollari, secondo le rilevazioni dei principali exchange globali. La discesa rompe un trend rialzista che si era consolidato negli ultimi mesi, alimentato dall’ingresso di fondi istituzionali, ETF spot e maggiore integrazione nei mercati regolamentati.
Secondo gli analisti, la correzione non sarebbe frutto di un singolo fattore, ma dell’intreccio tra tre variabili decisive: la crescente incertezza sul fronte economico globale, l’incognita sulle prossime mosse delle banche centrali e un ritorno della volatilità legata al clima geopolitico internazionale. L’ultima volta che il Bitcoin era sceso sotto questa soglia era stato ad aprile, in concomitanza con l’annuncio dei nuovi dazi commerciali statunitensi decisi dal presidente Donald Trump, che avevano scosso i mercati globali.
Per alcuni osservatori, il movimento al ribasso potrebbe rappresentare una fisiologica fase di consolidamento dopo mesi di apprezzamento senza correzioni significative. Per altri, invece, la perdita del supporto dei 90.000 dollari potrebbe aprire un nuovo scenario di volatilità e testare livelli tecnici inferiori in un contesto in cui gli investitori stanno tornando ad aumentare l’esposizione verso asset più difensivi.
In questo quadro, i modelli algoritmici e le strategie automatiche basate su soglie psicologiche stanno contribuendo ad amplificare le oscillazioni, confermando come il Bitcoin resti un asset lontano dalla stabilità tipica dei mercati finanziari tradizionali, nonostante una crescente istituzionalizzazione.
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