Ursula von der Leyen - auto

L’Eurocamera si prepara a un passaggio politicamente delicato: giovedì 9 ottobre, a mezzogiorno, il Parlamento europeo voterà due mozioni di sfiducia nei confronti della Commissione guidata da Ursula von der Leyen. Le iniziative sono state presentate da due fronti opposti: da un lato i Patrioti per l’Europa, nuovo gruppo della destra sovranista, dall’altro la Sinistra Ue, critica sulle politiche economiche e sociali della Commissione.

Secondo fonti parlamentari a Bruxelles, la conferenza dei capigruppo ha definito la procedura: lunedì 6 ottobre si terrà un unico dibattito in plenaria a Strasburgo, in apertura dei lavori, mentre al voto del 9 ottobre la mozione dei Patrioti sarà esaminata per prima, seguita subito da quella della Sinistra.

Un voto ad alto tasso simbolico

Perché una mozione di sfiducia venga approvata è necessaria la maggioranza dei due terzi dei voti espressi, oltre alla maggioranza dei componenti del Parlamento. Una soglia altissima, che nella storia dell’Unione non è mai stata raggiunta, se non nel 1999 quando le dimissioni della Commissione Santer precedettero il voto per evitare la sfiducia.

Nonostante le probabilità ridotte, l’iniziativa ha un forte peso politico: la Commissione von der Leyen è entrata in una fase cruciale del suo mandato, segnata da tensioni sulle politiche migratorie, sull’attuazione del Green Deal e sulla gestione dei rapporti con i principali Stati membri.

Equilibri politici in movimento

Le due mozioni partono da presupposti diversi ma convergono sullo stesso obiettivo: mettere in discussione la legittimità politica dell’esecutivo. I Patrioti criticano la Commissione per l’“eccesso di centralismo burocratico” e per le politiche climatiche considerate penalizzanti per le imprese europee, mentre la Sinistra attacca la linea economica e sociale, giudicata troppo vicina agli interessi delle grandi multinazionali.

Il voto sarà anche un test sugli equilibri tra i grandi gruppi politici europei – popolari, socialisti e liberali – che fino ad ora hanno garantito una maggioranza di sostegno alla presidente.


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