Lo smart working entra sempre più nel perimetro delle tutele tradizionali del lavoro subordinato. Una dipendente dell’Università di Padova ha ottenuto il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro per una caduta avvenuta nella propria abitazione mentre svolgeva attività in modalità agile, con conseguente diritto al risarcimento.
La decisione è stata assunta dal Tribunale di Padova con una sentenza dell’8 maggio scorso, resa nota in questi giorni. La lavoratrice, sessantenne e impiegata presso il dipartimento giuridico dell’Ateneo, l’8 aprile 2022 era caduta nella propria abitazione riportando una frattura della caviglia in due punti, con ricovero ospedaliero e intervento chirurgico.
Il punto centrale della vicenda riguarda il nesso tra l’evento lesivo e l’attività lavorativa. Il giudice ha riconosciuto che l’incidente si è verificato in costanza di prestazione lavorativa e in un contesto funzionalmente collegato all’attività svolta, qualificandolo dunque come infortunio sul lavoro. La dipendente ha ottenuto il riconoscimento di un’invalidità permanente del 9%, in accordo con l’INAIL, con i relativi benefici economici.
La pronuncia si inserisce in un quadro normativo che, già durante la pandemia, aveva esteso ai lavoratori in modalità agile la copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni, purché l’evento sia riconducibile alla prestazione lavorativa. Tuttavia, la casistica concreta continua a sollevare interrogativi interpretativi, in particolare quando l’incidente avviene in ambito domestico, dove si intrecciano vita privata e attività professionale.
Il riconoscimento giudiziale rafforza l’orientamento secondo cui il luogo fisico della prestazione non incide sulla tutela assicurativa, purché sussista un collegamento causale con il lavoro. In altri termini, la casa, quando diventa sede di svolgimento dell’attività lavorativa, rientra nell’area di protezione prevista per il lavoratore subordinato.
La decisione assume rilievo anche sul piano sistemico. Con lo smart working ormai stabilizzato come modalità ordinaria in molti settori, il tema della sicurezza e della copertura assicurativa diventa centrale nella gestione dei rapporti di lavoro. Le aziende e le pubbliche amministrazioni sono chiamate a definire regole chiare su orari, luoghi e modalità di svolgimento della prestazione, mentre gli enti assicurativi devono adattare strumenti e criteri di valutazione a un contesto sempre più ibrido.
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