Con l’approvazione definitiva della Camera dei Deputati, il Decreto Sicurezza sul lavoro è ufficialmente legge dello Stato, segnando uno dei passaggi più rilevanti dell’agenda sociale del Governo Meloni. Il provvedimento consolida un impianto normativo che punta a rafforzare prevenzione, controlli e cultura della sicurezza, trasformando un’emergenza strutturale del mercato del lavoro italiano in una priorità di politica pubblica.
Per il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, il via libera parlamentare rappresenta “una risposta concreta e non retorica” a una delle promesse centrali dell’esecutivo: rendere il lavoro non solo più sicuro, ma anche più qualificato, nella convinzione che la tutela della salute sia una leva decisiva per la competitività e la sostenibilità del sistema produttivo. Un risultato che il ministro attribuisce a un percorso condiviso con le parti sociali e a un confronto parlamentare che ha rafforzato il testo in fase di conversione.
Il decreto introduce un cambio di paradigma nell’approccio alla sicurezza, superando una logica esclusivamente sanzionatoria per affiancarle strumenti di prevenzione e incentivo. Tra le misure cardine spicca il sistema premiale per le imprese virtuose, pensato per valorizzare chi investe in sicurezza e formazione, insieme all’introduzione del badge di cantiere nei settori a più alto rischio, che rafforza la tracciabilità delle presenze e la trasparenza nei luoghi di lavoro. Centrale anche l’attenzione su appalti e sub-appalti, ambiti tradizionalmente critici per il rischio di elusione delle norme e di frammentazione delle responsabilità.
Sul fronte dei controlli, il decreto prevede l’assunzione di 400 nuove unità tra ispettori del lavoro e Carabinieri del Comando per la Tutela del Lavoro, un potenziamento che mira a rendere più efficace la vigilanza e a colmare una delle principali carenze denunciate negli ultimi anni. Accanto a questo, viene introdotto un sistema di tracciamento e valutazione dei mancati infortuni, uno strumento innovativo che consente di intercettare situazioni di rischio prima che si traducano in eventi gravi.
Particolare attenzione è riservata alle nuove generazioni. Il provvedimento estende la tutela Inail agli studenti impegnati nei percorsi di alternanza scuola-lavoro, includendo anche il tragitto casa-lavoro, e rafforza i limiti alle attività più pericolose. Sul piano sociale, viene introdotto un sostegno strutturato agli orfani delle vittime sul lavoro, con borse di studio che accompagnano l’intero percorso formativo, dalla scuola primaria all’università, riconoscendo il valore collettivo della memoria e della responsabilità pubblica.
Il decreto interviene inoltre sulle politiche attive per le persone con disabilità, aggiornando le regole per favorirne l’inserimento lavorativo e superare una visione meramente assistenziale. Un segnale che colloca la sicurezza e l’inclusione all’interno di una più ampia strategia di qualità del lavoro.
Con questa legge, il Governo scommette su un’idea chiave: la sicurezza non è un costo, ma un investimento. Un principio che intreccia tutela dei lavoratori, efficienza del sistema produttivo e credibilità delle istituzioni, in una fase in cui il tema degli infortuni continua a rappresentare una delle principali emergenze sociali del Paese.










