Confapi CAMISA EXPORT

Il rilancio dell’export italiano passa in modo sempre più evidente dalle piccole e medie industrie private, vero motore del Made in Italy. È questo il messaggio politico ed economico emerso dalla Conferenza Nazionale dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese, ospitata alla Fiera di Milano, dove Confapi ha ribadito il proprio sostegno alla strategia delineata dal Ministero degli Affari Esteri.

Nel suo intervento, il presidente Cristian Camisa ha espresso un appoggio convinto all’obiettivo fissato dal ministro Antonio Tajani di raggiungere quota 700 miliardi di euro di esportazioni, una soglia che rappresenterebbe un salto strutturale per l’economia italiana. Un traguardo ambizioso ma, secondo Confapi, realistico solo se le PMI industriali vengono messe nelle condizioni di operare sui mercati internazionali con strumenti adeguati e continuità di supporto.

In questo quadro, assume particolare rilievo la riforma della Farnesina, pensata per rafforzare il ruolo della rete diplomatica e consolare a supporto delle imprese. L’obiettivo è trasformare ambasciate e consolati in veri snodi operativi per l’internazionalizzazione, capaci di intercettare opportunità, ridurre i rischi e accompagnare le aziende italiane nei mercati più complessi. Una visione che segna un’evoluzione del concetto di politica estera, sempre più intrecciata con le esigenze del sistema produttivo.

Le PMI industriali, ha sottolineato Camisa, non sono un segmento marginale, ma la spina dorsale dell’economia nazionale, in grado di coniugare flessibilità, innovazione e qualità. Proprio per questo, Confapi sta lavorando affinché le misure previste dal Piano d’Azione per l’Export non restino sulla carta, ma siano concretamente accessibili e operative, superando gli ostacoli burocratici che spesso penalizzano le imprese di dimensioni medio-piccole.

I dati confermano una crescente apertura internazionale: circa il 60% delle PMI rappresentate da Confapi è già presente all’estero, mentre aumenta l’interesse verso nuove aree strategiche come il Golfo e il Nord America, mercati ad alto potenziale ma caratterizzati da forte competitività e complessità regolatoria. Per rispondere a questa sfida, l’associazione sta sviluppando un piano operativo articolato, che punta su servizi di matching internazionale, una presenza diretta in Paesi chiave e su progetti infrastrutturali innovativi.

Tra questi spicca l’idea di un Hub logistico per le PMI industriali negli Stati Uniti, pensato per garantire la disponibilità in loco di ricambi e campionature. Uno strumento che mira a ridurre tempi e costi di accesso al mercato americano, aumentando l’affidabilità delle imprese italiane nei confronti di clienti e partner locali, in un contesto sempre più selettivo.

Accanto agli strumenti operativi, resta centrale anche il tema della politica commerciale internazionale. Confapi guarda con attenzione agli accordi di libero scambio, in particolare a quello con il Mercosur, considerato strategico per ampliare le opportunità di export in America Latina. In un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche e nuove barriere, la sfida è costruire una programmazione condivisa tra istituzioni e sistema imprenditoriale.


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