Francesco Napoli

Il Mezzogiorno continua a correre più del resto del Paese. Le nuove stime Svimez relative al 2025 confermano un dato ormai strutturale: il Pil delle regioni meridionali cresce dello 0,7%, superando ancora una volta lo 0,5% del Centro‑Nord. È il quarto anno consecutivo in cui il Sud registra una performance migliore della media nazionale, un risultato che rompe una tradizione di divari consolidati e che apre scenari nuovi per la politica industriale italiana.

A sostenere questa dinamica è soprattutto la spinta degli investimenti pubblici, cresciuti del 3,5% nell’ultimo anno e quasi raddoppiati tra il 2022 e il 2025 grazie all’effetto moltiplicatore del PNRR. Un flusso di risorse che ha attivato cantieri, rafforzato la domanda interna e generato un impatto diretto su infrastrutture, servizi e filiere produttive.

Per Francesco Napoli, vicepresidente nazionale di Confapi con delega al Mezzogiorno, il rapporto Svimez rappresenta una conferma importante: “Il Sud sta dimostrando una capacità di crescita che per troppo tempo è stata sottovalutata. Quattro anni consecutivi di performance migliori del Centro‑Nord sono un segnale che va consolidato con scelte politiche e industriali coraggiose”.

Napoli individua due priorità decisive: semplificazione ed energia. Sul primo fronte, denuncia la difficoltà delle piccole e medie imprese nel confrontarsi con procedure amministrative lente e complesse, che rallentano investimenti, innovazione e competitività. “Servono regole più semplici, tempi certi e una pubblica amministrazione capace di accompagnare i processi di sviluppo”, afferma.

Il secondo nodo è il costo dell’energia, ancora troppo elevato rispetto ai competitor europei. Per Confapi, è necessario accelerare sugli investimenti nelle infrastrutture energetiche, sostenere l’autoproduzione da rinnovabili e garantire condizioni competitive per le imprese meridionali, che scontano un differenziale di costo significativo.

Il Mezzogiorno, sottolinea Napoli, dispone di potenzialità straordinarie nei settori dell’energia, della logistica e dell’industria. Per questo il rilancio del Sud non deve essere considerato una questione territoriale, ma una leva strategica per la crescita dell’intero Paese. “Consolidare i risultati evidenziati da Svimez significa creare occupazione, attrarre investimenti e rafforzare la competitività dell’Italia nel contesto europeo”.

Il quadro tracciato da Svimez e Confapi suggerisce che il Mezzogiorno non è più soltanto un’area da sostenere, ma un motore potenziale di sviluppo, capace di contribuire in modo decisivo alla crescita nazionale se accompagnato da politiche industriali coerenti e da un ambiente amministrativo più favorevole.


Leggi le notizie di Piazza Borsa

Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social FacebookTwitterInstagram LinkedIn