Sono 117 le cariche pubbliche che risultano già scadute o in scadenza entro il 31 dicembre 2026, distribuite in 36 organismi nazionali. È quanto emerge dall’ultimo monitoraggio del Servizio Controllo della Camera, che fotografa una situazione di forte accumulo nelle nomine istituzionali, con effetti diretti sul funzionamento di autorità indipendenti, enti di vigilanza e organismi strategici per la governance pubblica.
Tra i casi più rilevanti figurano le presidenze di Consob e Antitrust, entrambe scadute rispettivamente da oltre tre e quasi due mesi. Due vuoti istituzionali che pesano su settori cruciali come la vigilanza finanziaria e la tutela della concorrenza, in un contesto economico che richiede stabilità e continuità decisionale.
Il monitoraggio segnala inoltre che il 1° luglio terminerà il mandato del Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’Inps, nominato nel 2022. Due dei ventiquattro consiglieri risultano già vacanti, rendendo ancora più urgente il rinnovo dell’organo che sovrintende alla gestione del principale ente previdenziale italiano.
Nella stessa data scadrà anche il mandato del presidente dell’Enac, Pierluigi Umberto Di Palma, in carica dal 2019. All’Ente nazionale per l’aviazione civile mancano inoltre due consiglieri, con incarichi già vacanti, segno di una difficoltà più ampia nel completamento delle strutture di governance.
Guardando ai prossimi mesi, l’11 settembre 2026 si concluderà il mandato del presidente dell’Anac, Giuseppe Busia, nominato nel 2020. Una scadenza particolarmente rilevante in un momento in cui l’Autorità nazionale anticorruzione è chiamata a vigilare su appalti, contratti pubblici e attuazione delle riforme.
Il quadro complessivo restituisce l’immagine di un sistema istituzionale che necessita di un’accelerazione nelle procedure di nomina. La presenza di numerosi incarichi vacanti o in scadenza rischia infatti di rallentare l’azione amministrativa e di indebolire la capacità di controllo e regolazione degli enti pubblici, proprio mentre il Paese affronta una fase di trasformazione economica e normativa.
Il monitoraggio della Camera rappresenta dunque un richiamo alla necessità di garantire continuità, trasparenza e tempestività nelle nomine, elementi essenziali per il buon funzionamento delle istituzioni e per la credibilità del sistema pubblico.
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