Bitcoin Criptovalute

La Borsa di Milano apre in forte rialzo e si allinea all’euforia che sta attraversando i mercati globali dopo l’annuncio della tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran, che ha ridotto il rischio di un’escalation militare nello Stretto di Hormuz. Il Ftse Mib balza del 4,1%, trainato soprattutto dal comparto bancario e industriale, mentre il crollo del petrolio penalizza i titoli energetici.

Tra i protagonisti della seduta spiccano Unicredit (+7,8%) e Stellantis (+7,1%), seguite da Moncler (+7%), Buzzi (+7,1%), Stm (+5,6%) e Nexi (+4%). Bene anche le altre banche: Bper (+6,6%), Banco Bpm (+5,6%), Intesa Sanpaolo (+5,3%) e Mps (+5,6%). In progresso anche il settore difesa, con Fincantieri (+3,6%) e Leonardo (+1,3%).

In controtendenza il comparto energetico, penalizzato dal forte arretramento del greggio: Eni cede il 6,9%, Saipem il 2,02% e Tenaris il 3,4%. Il calo del petrolio è una delle reazioni più immediate alla tregua, che ha ridotto il premio geopolitico incorporato nei prezzi nelle ultime settimane .

Lo spread Btp‑Bund si attesta a 76 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,69%, segnale di un clima di maggiore distensione sui mercati obbligazionari.

La distensione geopolitica ha avuto effetti anche sul mercato delle criptovalute: il Bitcoin ha toccato il massimo delle ultime tre settimane, con un picco del +4,9% a 72.738 dollari, prima di stabilizzarsi a 71.660 dollari (+3,4%). Bene anche l’Ether, in rialzo fino al 7,4%. Secondo gli analisti, il sollievo per la mancata escalation e il ritorno dell’appetito per il rischio stanno sostenendo l’intero comparto digitale.

La tregua tra Washington e Teheran, ottenuta con la mediazione del Pakistan, ha modificato radicalmente il sentiment degli investitori, che tornano a scommettere sull’azionario europeo dopo settimane di tensione. Il crollo del petrolio e del gas, insieme al rafforzamento dell’euro, contribuisce a un quadro più favorevole per i mercati continentali