ROMA – L’intervento telefonico di Donald Trump a L’Aria che tira su La7 ha aperto una frattura diplomatica senza precedenti tra Italia e Stati Uniti. Nel corso della conversazione, il presidente americano ha affermato che Giorgia Meloni, durante il G7 di Evian, lo avrebbe “implorato” per scattare una foto insieme, aggiungendo che la scena gli avrebbe persino “fatto pena”. Parole che hanno immediatamente scatenato un caso politico e istituzionale di portata nazionale.
Trump, incalzato dal giornalista, ha spostato il discorso direttamente sulla premier italiana, chiedendo come stesse “il suo primo ministro” e insistendo sul presunto episodio avvenuto al G7. Ha sostenuto che Meloni fosse “contenta che io le abbia parlato”, precisando che “non ero obbligato a parlarle”. Poi l’affondo: “Mi ha implorato di fare una foto con lei. L’avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena”. Nel prosieguo della telefonata, il presidente americano ha criticato duramente le politiche europee su energia e immigrazione, definendo le pale eoliche “un fallimento” e l’immigrazione “un disastro”.
La replica della premier è arrivata in pochi minuti, attraverso un post su Instagram. Meloni ha definito le parole di Trump “totalmente inventate” e ha aggiunto di essere “francamente allibita”. Ha sottolineato che né lei né l’Italia “implorano mai” e ha espresso dispiacere per il comportamento del presidente americano nei confronti degli alleati, ricordando che non è la prima volta che accade. La premier ha lasciato intendere che l’episodio non è isolato e che il rapporto con Washington è più complesso di quanto appaia nelle foto ufficiali.
La gravità della situazione ha spinto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a telefonare a Meloni per esprimerle solidarietà istituzionale. Un gesto raro, che segnala quanto l’attacco di Trump sia stato percepito come un affronto non solo alla premier, ma all’intero Paese.
Le reazioni politiche sono state immediate e trasversali. Nel centrodestra si è registrata una difesa compatta della premier. Antonio Tajani ha definito le parole di Trump “gravi e offensive”, annunciando la cancellazione della sua visita negli Stati Uniti prevista per i prossimi giorni. Guido Crosetto ha parlato di una “caduta di stile” che non giova né agli Stati Uniti né all’Italia. Matteo Salvini ha ribadito che “chi attacca Giorgia, attacca tutti noi”, mentre Alessandro Giuli ha richiamato la necessità di difendere la dignità delle istituzioni italiane. Carlo Nordio ha evocato persino la memoria dei soldati americani caduti per liberare l’Italia, definendo l’episodio una “lesione dolorosa” nei rapporti storici tra i due Paesi.
Di segno opposto le reazioni delle opposizioni, che hanno letto l’episodio come il risultato di una linea politica troppo sbilanciata verso Washington. Giuseppe Conte ha parlato di “subalternità” del governo italiano, sostenendo che l’Italia non merita di essere “platealmente mortificata”. Ilaria Salis ha definito il governo “ridicolo” e ha osservato che, vera o falsa che sia, la frase di Trump appare “credibile” proprio per la postura internazionale dell’esecutivo. Riccardo Magi ha definito Trump “surreale” e ha invitato Meloni a riallinearsi con l’Unione europea. Laura Boldrini ha accusato il presidente americano di comportarsi “come un bullo misogino”, sostenendo che l’Italia è stata relegata all’irrilevanza. Pina Picierno ha definito Trump “una sciagura per il mondo libero”, criticando la sua condotta “fuori controllo”.
L’episodio si inserisce in un contesto già segnato da tensioni. Negli ultimi mesi, Trump aveva alternato momenti di cordialità a uscite pubbliche poco lusinghiere nei confronti della premier italiana. Il G7 di Evian sembrava aver riportato il rapporto su binari più distesi, ma la telefonata a La7 ha riaperto una frattura che ora rischia di avere conseguenze diplomatiche concrete. L’Italia si trova in una posizione delicata: da un lato la necessità di mantenere rapporti solidi con Washington, dall’altro l’esigenza di non apparire subalterna a un alleato sempre più imprevedibile.
Le prossime ore diranno se la Casa Bianca deciderà di intervenire per ricomporre la situazione o se questo episodio segnerà un cambio di fase nei rapporti tra i due Paesi. Per ora resta un dato: l’attacco di Trump ha scosso il quadro politico italiano, unito la maggioranza nella difesa della premier e offerto all’opposizione un nuovo terreno di critica sulla credibilità internazionale del governo.
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