Andrea Prete Unioncamere

Il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, torna a mettere al centro della strategia economica nazionale il ruolo delle piccole e medie imprese nell’export. In un’intervista a Il Sole 24 Ore, Prete ha delineato un obiettivo chiaro: trasformare gli esportatori occasionali in imprese stabilmente presenti sui mercati internazionali. Un passaggio cruciale per rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano, ancora troppo sbilanciato su poche grandi aziende e su una quota limitata di Pmi che esportano con continuità.

Secondo Prete, in Italia esiste un potenziale inespresso: 17 mila imprese che hanno già avuto contatti commerciali all’estero, ma in modo sporadico, senza una struttura organizzativa adeguata. “Sono aziende con prodotti che funzionano, premiati dai mercati”, ha spiegato, “ma spesso non hanno le competenze necessarie per consolidare la loro presenza internazionale”. È qui che entra in gioco Unioncamere, forte dell’intesa con la Farnesina, che punta a mettere a disposizione delle imprese la propria rete territoriale e la conoscenza capillare dei distretti produttivi.

Il sistema camerale offrirà un pacchetto integrato di servizi: formazione, ricerche di mercato all’estero, informazioni su quando e dove esportare, supporto su documentazione, certificazioni, garanzie dei pagamenti e persino assistenza nella definizione delle soluzioni logistiche più efficienti. Un accompagnamento completo, pensato per colmare il divario tra la qualità dei prodotti italiani e la capacità delle imprese di competere in modo strutturato sui mercati globali.

La strategia si inserisce in un contesto in cui l’internazionalizzazione è diventata una leva imprescindibile per la crescita. L’Italia, pur vantando eccellenze riconosciute, soffre ancora di una frammentazione produttiva che limita la capacità di presidiare stabilmente i mercati esteri. Prete insiste sulla necessità di “aumentare la quota di Pmi che esportano abitualmente”, trasformando la vocazione internazionale in una componente strutturale del modello di business.

Il messaggio è chiaro: l’Italia ha un patrimonio imprenditoriale pronto a fare il salto di qualità, ma servono strumenti, competenze e una regia istituzionale capace di accompagnare le imprese nel percorso. Unioncamere, con il supporto della Farnesina, si propone come attore centrale di questa transizione, puntando a rafforzare la presenza italiana nel commercio globale e a rendere più competitivo l’intero sistema produttivo.


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