Spiaggia vuota vacanze crisi

L’estate 2025 si preannuncia all’insegna della sobrietà per le famiglie italiane. Secondo i dati dell’Osservatorio mensile Findomestic, il 18% degli italiani ha deciso di rinunciare completamente alle vacanze estive, mentre un altro 26% è ancora incerto sulla possibilità di partire. Solo il 28% ha già pianificato le ferie, a cui si aggiunge un ulteriore 28% che le sta organizzando proprio in questi giorni.

Tra chi non partirà, le motivazioni sono emblematiche della pressione economica che grava sui nuclei familiari. In quasi 4 casi su 10 la rinuncia è dovuta a un calo del reddito, mentre il 21% cita spese impreviste e un altro 21% l’aumento generalizzato dei prezzi, che continua a erodere il potere d’acquisto.

Anche tra coloro che partiranno, si nota un atteggiamento più prudente: le vacanze saranno più brevi e meno dispendiose. Il 43% si limiterà a una settimana di pausa, il 27% opterà per brevi soggiorni o weekend, mentre solo l’8% si concederà più di 15 giorni. A cambiare non è solo la durata, ma anche la destinazione: 8 italiani su 10 resteranno in Italia, e il 60% sceglierà località balneari per un’estate all’insegna del relax, mentre appena un 20% opterà per esperienze culturali o di avventura.

Il dato forse più indicativo della fase economica in corso riguarda la spesa media per le vacanze, che quest’anno si attesta a 1.594 euro a famiglia, in calo rispetto ai 1.785 euro del 2024. Per le famiglie più numerose (quattro o più persone) il budget sale a 1.741 euro, comunque ben al di sotto dei 1.923 euro dell’anno scorso.

La fotografia scattata da Findomestic evidenzia chiaramente come la combinazione di inflazione persistente, redditi stagnanti e incertezza economica stia trasformando le abitudini di consumo e tempo libero degli italiani. Una tendenza che, se dovesse consolidarsi, potrebbe avere effetti significativi anche su settori chiave come il turismo e l’indotto locale.


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