Via le ecoballe dalla terra dei fuochi. Il Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) ha approvato oggi uno stanziamento di quasi 300 milioni di euro a favore della Campania, destinati a tre interventi considerati strategici per lo sviluppo economico, sociale e ambientale del territorio. A renderlo noto è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Cipess, Alessandro Morelli, che ha sottolineato come la quota più significativa del finanziamento riguardi la rimozione delle ecoballe, i rifiuti stoccati in maniera emergenziale sul territorio campano da oltre un decennio. Nel finanziamento rientrano in ulteriori due capitoli la riqualificazione del porto Masuccio e di Piazza della Concordia a Salerno.
Ben 278,4 milioni di euro saranno destinati al proseguimento delle operazioni di trattamento e smaltimento delle ecoballe, con particolare riferimento agli impianti Stir di Caivano e l’ex Turbogas di Giugliano. Secondo Morelli, si tratta di “un passo concreto per chiudere una procedura d’infrazione europea aperta da oltre dieci anni e sanare una ferita ambientale che pesa sul territorio”.
L’intervento del Cipess arriva in un contesto di crescente pressione internazionale sull’Italia per la gestione dei rifiuti in Campania, in particolare nella cosiddetta “Terra dei Fuochi”, un’area martoriata da decenni di interramento illegale di rifiuti tossici ad opera della criminalità organizzata. Nei mesi scorsi, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha emesso una durissima condanna contro lo Stato italiano, riconoscendolo colpevole di “inazione strutturale e prolungata” nella tutela dei cittadini esposti ai rischi sanitari e ambientali.
La sentenza ha rappresentato un atto di accusa contro la classe politica e istituzionale italiana, colpevole di aver ignorato per anni un’emergenza ambientale e sanitaria documentata, evitando di mettere in campo interventi sistemici. Con lo stanziamento odierno, il Governo Meloni tenta dunque di riaprire un percorso di responsabilità e bonifica, investendo in un’area la cui rigenerazione è diventata simbolica del fallimento — o della riuscita — delle politiche ambientali e di legalità nel Mezzogiorno.
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