Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge Infrastrutture, un provvedimento definito “urgente e strategico” dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit). Si tratta di uno strumento normativo mirato a potenziare la realizzazione di opere chiave, migliorare l’efficienza del sistema dei trasporti e valorizzare il demanio pubblico, con un occhio attento al rispetto degli obiettivi del PNRR e degli impegni assunti a livello europeo.
Fortemente voluto dal vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il decreto si propone di imprimere una decisa accelerazione su infrastrutture prioritarie per il Paese, con misure che toccano vari ambiti, dal Ponte sullo Stretto di Messina ai progetti per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, passando per Formula 1, contratti pubblici, autotrasporto, motorizzazione civile, trasporto ferroviario e aereo, concessioni autostradali, ordinamento portuale e demanio marittimo.
Uno dei punti centrali del decreto riguarda proprio il Ponte sullo Stretto, progetto simbolo del rilancio infrastrutturale del Mezzogiorno. Secondo quanto annunciato da Salvini in conferenza stampa, “l’avvio dei cantieri è previsto entro l’estate 2025”, a condizione che il Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) approvi il progetto entro la fine di giugno.
A questo proposito, Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, ha spiegato che si sta lavorando per portare tutta la documentazione necessaria al Cipess entro il termine previsto. Riguardo all’ente appaltante, ha aggiunto che si punta a una “stazione terza”, individuando Anas come la prima opzione considerata. Ciucci ha inoltre sottolineato che il progetto del Ponte sarà compatibile con l’ambiente: “Non sarà un colpo all’ambiente, ma farà bene all’ambiente”.
Il decreto appena approvato si inserisce in una visione di sistema che mira a rendere l’Italia più interconnessa, moderna ed efficiente, sfruttando anche l’occasione offerta dai fondi europei per rilanciare settori fondamentali per la competitività e la sostenibilità del Paese. Le misure previste avranno impatti diretti anche su semplificazione delle gare pubbliche, governance dei porti, logistica e trasporto passeggeri.
L’iter normativo ora prevede il passaggio parlamentare per la conversione in legge, ma i contenuti già delineano un orientamento politico chiaro: fare dell’infrastruttura un volano di crescita economica, occupazione e coesione territoriale.
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