De crescenzo di fenza

Scoppia la polemica in Consiglio regionale della Campania dopo la diffusione di un video pubblicato su TikTok dalla nota tiktoker Rita De Crescenzo, girato all’interno dell’ufficio del consigliere regionale di maggioranza Pasquale Di Fenza, capogruppo di Azione. Nel filmato, registrato insieme ad Antonio Napolitano di “Napolitano store”, i tre intonano in playback l’inno di Mameli, mentre Napolitano sventola una bandiera tricolore. La scena è accompagnata dalla scritta “Work in progress” e ha rapidamente sollevato reazioni politiche e istituzionali.

La direzione regionale di Azione Campania ha preso le distanze dall’iniziativa, definendola «esclusivamente personale, estemporanea, incomprensibile e in alcun modo condivisibile», precisando che non rientra nella linea politica del partito. «La coerenza, la trasparenza e la responsabilità istituzionale sono valori fondanti del nostro impegno» – si legge nella nota – con l’avvertimento che la dirigenza si riserva di adottare provvedimenti a tutela della comunità politica.

Il caso ha scatenato anche reazioni dalle opposizioni. Il capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Severino Nappi, ha ironizzato parlando di un ulteriore “allargamento del campo largo” e di un’“armata Brancaleone delle sinistre unite per la poltrona”, sottolineando come “la decenza, la dignità e la credibilità” restino fuori da questo scenario.

Duro anche l’intervento del Partito democratico, con una nota congiunta della consigliera Bruna Fiola, presidente della VI Commissione, e del consigliere Massimiliano Manfredi. «Il Consiglio regionale è la casa di tutti i cittadini campani: va rispettato, non deriso» – hanno dichiarato – denunciando che la sede istituzionale sia stata trasformata «in un palcoscenico per contenuti social di pessimo gusto». I due esponenti dem hanno giudicato «offensivo e svilente» lo sventolio della bandiera italiana come fosse in uno stadio, ricordando che i simboli nazionali, europei e regionali presenti negli uffici consiliari rappresentano una responsabilità pubblica e non devono essere ridotti ad accessori di scena.

PD e Lega, pur da posizioni politiche opposte, hanno chiesto chiarimenti immediati e hanno invocato il rispetto del decoro e della credibilità delle istituzioni. La vicenda, destinata a far discutere anche nelle prossime sedute consiliari, solleva nuovamente il tema dell’uso dei social media da parte dei rappresentanti eletti e dei limiti tra comunicazione politica e rispetto dei luoghi istituzionali.


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