Alta tensione alla Camera dei Deputati durante la replica della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo. La premier ha affrontato temi cruciali come gli accordi commerciali, l’euro digitale e le spese per la difesa, ma il momento più acceso si è verificato quando ha citato alcuni passaggi del Manifesto di Ventotene, rivolgendosi alle opposizioni.
“Non so se questa è la vostra Europa, ma certamente non è la mia”, ha dichiarato Meloni, leggendo brani del testo scritto da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi. La citazione ha scatenato una dura reazione dai banchi dell’opposizione, con fischi e urla che hanno portato il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, a sospendere la seduta.
Dopo la ripresa, la situazione è ulteriormente degenerata. Marco Grimaldi, Federico Fornaro e Matteo Richetti hanno duramente criticato la premier, accusandola di aver strumentalizzato il Manifesto. “È inaccettabile fare la caricatura di un testo che rappresenta i valori dell’Europa democratica”, ha affermato Fornaro. Dal Movimento 5 Stelle si sono levate accuse di revisionismo, con Alfonso Colucci che ha urlato: “Vergogna, non c’è più spazio per il fascismo”.
La tensione è salita alle stelle quando Matteo Richetti ha menzionato nuovamente il fascismo, provocando la reazione del deputato di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, che ha gridato: “Ma basta!”. Il caos in Aula ha costretto Fontana a una seconda sospensione e alla convocazione dei capigruppo.
Sul piano dei contenuti, Meloni ha ribadito la posizione del governo su diversi dossier europei. Ha sottolineato che l’Italia sostiene il libero scambio, ma solo se garantisce reciprocità e tutela della qualità dei prodotti italiani. Sul tema dell’euro digitale, ha precisato che non deve sostituire il contante, facendo riferimento al modello svedese e ai rischi legati agli attacchi hacker.
Sul fronte della difesa, la premier ha risposto alle critiche del Movimento 5 Stelle, ricordando che proprio il M5S, quando era al governo, ha approvato il maggiore incremento delle spese militari rispetto al PIL. “Non ho tempo per la vostra lotta nel fango”, ha detto Meloni, ricevendo una standing ovation dai banchi di Fratelli d’Italia e nuove proteste dall’opposizione.
Infine, rivolgendosi alla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, la premier ha chiesto: “Dire no a Trump significa uscire dalla NATO e dal G7?”, criticando la posizione del PD sulla politica estera.
La giornata parlamentare ha confermato un clima politico sempre più acceso, con divisioni profonde sui temi europei e sul futuro dell’Italia nello scenario internazionale.
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