Un nuovo tassello si aggiunge al mosaico delle grandi infrastrutture strategiche del Sud. Con l’abbattimento dell’ultimo diaframma della Galleria Tuoro Sant’Antuono, lunga circa 1,4 chilometri, avanza in modo concreto la realizzazione della nuova linea AV/AC Napoli–Bari, uno dei progetti ferroviari più rilevanti per il rilancio della mobilità nel Mezzogiorno. La galleria rappresenta la terza opera sotterranea più estesa della tratta Telese – San Lorenzo Maggiore – Vitulano, un segmento chiave dell’intervento complessivo. Lo si apprende da RFI Rete Ferroviaria Italiana.
Il completamento dello scavo segna un passaggio tecnico e simbolico di grande importanza. Non si tratta solo di un risultato ingegneristico, ma di un passo decisivo verso una rete di trasporto capace di ridurre le distanze tra Campania e Puglia, migliorare l’accessibilità dei territori interni e rafforzare la competitività economica del Sud nel sistema infrastrutturale nazionale.
I lavori non sono stati privi di complessità. Durante lo scavo, in particolare all’imbocco lato Cancello, sono emersi significativi rinvenimenti archeologici, che hanno richiesto un’attenta rimodulazione delle attività. Le modifiche progettuali e le varianti introdotte hanno consentito di proseguire l’opera garantendo da un lato la sicurezza del cantiere e dall’altro la tutela del patrimonio storico, dimostrando come grandi infrastrutture e salvaguardia culturale possano procedere in modo integrato.
La nuova linea AV/AC Napoli–Bari è considerata una infrastruttura strategica per la coesione territoriale, in grado di incidere non solo sui tempi di percorrenza, ma anche sulle dinamiche di sviluppo economico, turistico e logistico. Il completamento di opere come la Galleria Tuoro Sant’Antuono contribuisce a rafforzare l’obiettivo di una mobilità più moderna, efficiente e sostenibile, riducendo l’uso del trasporto su gomma e favorendo un sistema ferroviario più competitivo.
Per il Mezzogiorno, e in particolare per le aree interne della Campania, questo avanzamento rappresenta un segnale concreto di attenzione e investimento. Le infrastrutture diventano così uno strumento di riequilibrio, capace di contrastare isolamento e marginalità, creando nuove opportunità per imprese, lavoratori e comunità locali.
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