Portavalori Chieti

Un’azione paramilitare, pianificata nei minimi dettagli, ha paralizzato all’alba l’autostrada A14 Bologna-Taranto, trasformando un tratto cruciale della rete adriatica in uno scenario da film d’azione. Intorno alle 6.30 del mattino, una banda armata ha assaltato un furgone portavalori della società Aquila all’altezza del chilometro 402, nel tratto compreso tra Ortona e Francavilla al Mare, in provincia di Chieti, costringendo alla chiusura dell’autostrada in direzione nord, tra Ortona e Pescara Sud.

Secondo le prime ricostruzioni, i rapinatori hanno bloccato la carreggiata utilizzando un camion messo di traverso, impedendo qualsiasi via di fuga al mezzo blindato, appena partito da Ortona. Subito dopo, sono stati esplosi colpi d’arma da fuoco per costringere le due guardie giurate a bordo – autista e caposcorta – a rimanere all’interno dell’abitacolo. Sul retro del furgone è stato quindi collocato un ordigno esplosivo, che ha provocato una violenta deflagrazione, consentendo ai malviventi di accedere al vano che conteneva il denaro.

Il bottino, secondo le stime, ammonterebbe a circa 400mila euro, destinati a diversi istituti di credito. Per coprire la fuga, la banda ha fatto ricorso a fumogeni, creando una densa coltre di fumo, e ha disseminato chiodi sull’asfalto, rendendo impraticabile l’inseguimento immediato da parte delle forze dell’ordine. I rapinatori si sono poi allontanati verso nord a bordo di due Alfa Romeo Giulietta, successivamente abbandonate e date alle fiamme a poca distanza dal luogo dell’assalto.

L’operazione ha causato il blocco totale del traffico nel tratto interessato, con lunghe code e deviazioni obbligatorie sulla viabilità ordinaria. Sul posto sono intervenute le pattuglie della Polizia Stradale, il Centro Operativo Autostradale, i carabinieri e il personale di Autostrade per l’Italia, impegnati nei rilievi, nella messa in sicurezza della carreggiata e nella gestione della viabilità. Presenti anche il questore di Chieti e il pm di turno, a conferma della gravità dell’episodio.

Le indagini sono ora concentrate sull’analisi delle immagini di videosorveglianza, sui resti degli ordigni e sui veicoli incendiati, mentre prende corpo l’ipotesi di un gruppo criminale altamente organizzato, con ruoli definiti e una conoscenza approfondita delle dinamiche autostradali. L’assalto riaccende il dibattito sulla sicurezza dei trasporti di valori e sulla capacità delle reti infrastrutturali di fronteggiare azioni criminali di questo livello, che colpiscono non solo il sistema bancario ma anche la sicurezza collettiva e la mobilità.