Agenzia delle entrate dichiarazione iva - concordato preventivo - appalti

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto-legge n. 200/2025, il cosiddetto milleproroghe, il Governo interviene in modo significativo su una serie di scadenze chiave del sistema fiscale e amministrativo, scegliendo di allungare i tempi per garantire maggiore stabilità, uniformità applicativa e gradualità negli adempimenti. Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri l’11 dicembre scorso, introduce novità rilevanti che toccano la riforma fiscale, la riscossione dei tributi locali, la disciplina sugli aiuti di Stato e il nuovo regime catastale delle strutture ricettive all’aperto.

Uno dei pilastri del decreto riguarda la riforma dei testi unici tributari, prevista dalla legge delega n. 111/2023. Alla luce dei decreti correttivi e integrativi ancora in fase di definizione, il legislatore ha scelto di rinviare al 1° gennaio 2027 l’entrata in vigore dei nuovi testi unici, sacrificando la tempestività in favore di una maggiore organicità del quadro normativo. L’obiettivo è evitare un doppio riordino a distanza ravvicinata e ridurre gli interventi correttivi su discipline appena entrate in vigore. Lo slittamento riguarda, tra l’altro, le sanzioni tributarie, i tributi erariali minori, la giustizia tributaria, i versamenti e la riscossione e l’imposta di registro e i tributi indiretti.

Sul fronte della riscossione dei tributi locali, il decreto concede più tempo ai concessionari già operativi per adeguare il proprio capitale sociale. Il termine viene spostato dal 31 dicembre 2025 al 30 aprile 2026, in attesa dell’attuazione della delega sui tributi locali che dovrà ridisegnare regole e sistemi di vigilanza. Una scelta che tiene conto del possibile mutamento del quadro normativo e che evita di imporre adeguamenti patrimoniali in una fase di transizione ancora incerta.

Importante anche l’intervento in materia di aiuti di Stato. Il decreto estende al 31 dicembre 2027 il periodo entro il quale l’Amministrazione finanziaria può notificare gli atti di recupero degli aiuti irregolari nei casi di mancato rispetto degli obblighi di registrazione nel Registro nazionale degli aiuti di Stato. La proroga consente alle amministrazioni competenti di programmare azioni di recupero più graduali, riducendo il rischio di interventi concentrati e disomogenei, e offre un margine temporale aggiuntivo per completare gli adempimenti richiesti dalla normativa europea e nazionale.

Particolarmente rilevante per il settore turistico è la proroga relativa al nuovo regime catastale delle strutture ricettive all’aperto. Dopo aver sancito l’irrilevanza catastale degli allestimenti mobili – come case mobili e maxi-caravan – ai fini dell’attribuzione della rendita, il legislatore differisce dal 15 dicembre 2025 al 15 dicembre 2026 il termine per la presentazione degli atti di aggiornamento catastale. La misura consente agli intestatari di disporre di un arco temporale più ampio per adeguarsi alle nuove regole e recepire correttamente le indicazioni dell’Agenzia delle entrate, favorendo un’applicazione più ordinata, coerente e uniforme del nuovo sistema.

Nel complesso, il milleproroghe 2025 si muove lungo una linea chiara: meno accelerazioni forzate e più attenzione alla qualità del riordino normativo. Una scelta che punta a dare certezza agli operatori economici, tempo alle amministrazioni e maggiore solidità all’impianto della riforma fiscale, in una fase in cui la stabilità delle regole è un fattore decisivo per investimenti e programmazione.