Benzina

Il 2023 inizia con una batosta per gli automobilisti italiani. Benzina e autostrade, infatti, saranno più care per chi quotidianamente o saltuariamente si sposta in auto.

La prima, vera, sorpresa arriva dalla legge di bilancio 2023. Il Governo Meloni, infatti, ha deciso di non prorogare lo sconto sulle accise di benzina, diesel e gps, riportando i costi ai livelli pre-Ucraina bis. Il decreto siglato dal Governo Draghi, infatti, tagliava di 30,5 centesimi il costo per ogni litro di carburante, taglio poi dimezzato – a 18,3 centesimi – dal governo Meloni, fino alla definitiva abolizione.

Gli aumenti

Per il Codacons l’aumento dei carburanti comporterà per gli automobilisti italiani una spesa maggiore di 9,15 euro per quanto riguarda il pieno, mentre complessivamente il rincaro peserà per 219,6 euro in più su base annua.

Le ultime notizie parlano del prezzo della benzina che in alcune zone dell’Italia è tornato a sfiorare i 2 euro al litro, dopo i livelli minimi che sono stati registrati nell’ultima parte del 2022.

Ieri, primo gennaio, è arrivato l’aumento delle accise: +15 cent/litro su benzina e gasolio, +2,8 cent/litro sul Gpl. Un rialzo, spiega Staffetta quotidiana, cui va aggiunta l’Iva e che quindi ha un impatto sui prezzi alla pompa di 18,3 cent/litro su benzina e gasolio e di 4,3 cent/litro sul Gpl. La benzina self service sale in media a 1,732 euro/litro (+106 millesimi, compagnie 1,730, pompe bianche 1,738), per il diesel 1,794 euro/litro (+102, compagnie 1,791, pompe bianche 1,803).

Quanto al servito, la benzina sale a 1,891 euro/litro (+117, compagnie 1,918, pompe bianche 1,820), il diesel a 1,953 euro/litro (+114, compagnie 1,979, pompe bianche 1,884). Il Gpl servito a 0,780 euro/litro (+15, compagnie 0,790, pompe bianche 0,767).

Aumento al casello

Con una nota il ministero dei Trasporti ha reso noto che i pedaggi sulle arterie di competenza di Autostrade per l’Italia dal primo gennaio aumenteranno del 2%, con aggiunta di un altro 1,34% solo dal primo luglio 2023.

Per il ministro Matteo Salvini è stato scongiurato “un aumento che sfiorava il 5%”, con il rincaro dei pedaggi autostradali che da noi sarebbe stato meno marcato rispetto ad altri Paesi europei.