Lagarde Bce Tassi d'Interesse - inflazione

L’inflazione dell’area euro è destinata a convergere stabilmente verso il target del 2% nel medio termine. È il messaggio chiave lanciato da Christine Lagarde nel corso dell’audizione alla commissione Econ del Parlamento europeo a Bruxelles, dove ha tracciato un bilancio dell’azione della Banca centrale europea e delineato le prospettive macroeconomiche.

“Continuiamo a prevedere che l’inflazione si stabilizzerà al nostro obiettivo del 2% nel medio termine”, ha affermato Lagarde, ricordando che nella riunione di politica monetaria di inizio mese il Consiglio direttivo ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento. Una scelta coerente con l’attuale fase di disinflazione e con la valutazione dei rischi ancora presenti sul fronte geopolitico e commerciale.

La presidente ha rivendicato l’efficacia della stretta monetaria avviata nel 2022. “Possiamo constatare che i nostri sforzi per ridurre l’inflazione sono stati efficaci”, ha dichiarato, sottolineando come il livello dei prezzi sia sceso in modo significativo rispetto al picco del 10,6% registrato nell’ottobre 2022. Un risultato che conferma la capacità della politica monetaria di riportare sotto controllo le spinte inflazionistiche innescate dalla crisi energetica e dalle tensioni globali.

Resta tuttavia attenzione su alcune componenti, in particolare quella alimentare. Lagarde ha osservato che l’inflazione dei prodotti alimentari si è mantenuta superiore all’indice armonizzato dei prezzi al consumo dalla metà del 2022, ma le proiezioni indicano un ulteriore rallentamento nei prossimi mesi, con una stabilizzazione leggermente al di sopra del 2% entro la fine del 2026.

Sul fronte della crescita, il quadro appare più solido rispetto alle attese formulate all’inizio dello scorso anno. Secondo le stime illustrate dalla presidente della Bce, l’economia dell’area euro sarebbe cresciuta dello 0,3% nel quarto trimestre del 2025 e dell’1,5% nell’intero anno, superando le previsioni precedenti. La dinamica è stata sostenuta soprattutto dalla domanda interna e dall’attività dei servizi, in particolare nei comparti dell’informazione e della comunicazione.

Il settore manifatturiero ha mostrato un andamento più debole, ma nel complesso ha mantenuto una certa resilienza di fronte all’impatto dei dazi e dell’incertezza geopolitica. Le costruzioni, invece, stanno gradualmente recuperando slancio, contribuendo a rafforzare la base della ripresa.

Il quadro delineato da Lagarde riflette dunque una fase di transizione: l’inflazione è in rientro e la crescita tiene, ma il contesto internazionale resta complesso. La decisione di lasciare invariati i tassi segnala una linea di prudenza, con la Bce pronta a intervenire qualora i dati dovessero discostarsi dallo scenario atteso. L’obiettivo dichiarato rimane la stabilità dei prezzi, condizione essenziale per garantire una crescita sostenibile nell’area euro.


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