Campi Flegrei – L’INPS ha pubblicato la circolare n. 138 del 20 ottobre 2025, fornendo le istruzioni operative per l’applicazione dell’articolo 11 del decreto-legge 7 maggio 2025, n. 65, convertito con modificazioni dalla legge 4 luglio 2025, n. 101.
La norma aveva introdotto la sospensione degli adempimenti e dei versamenti contributivi per i soggetti colpiti dal fenomeno bradisismico nei Campi Flegrei, una misura pensata per alleviare l’impatto economico sulle attività produttive e sui lavoratori dell’area.
Secondo quanto chiarito dall’Istituto, i versamenti sospesi dovranno essere effettuati in un’unica soluzione entro il 10 dicembre 2025, senza l’applicazione di sanzioni o interessi. Il termine riguarda tutti gli adempimenti contributivi sospesi tra il 13 marzo e il 31 agosto 2025, inclusi quelli relativi alla quota a carico dei lavoratori. Alla stessa data dovranno inoltre essere regolarizzati i versamenti relativi alle note di rettifica e alle rate dei piani di ammortamento già emessi, la cui scadenza ricade nel medesimo periodo di sospensione.
Il provvedimento rappresenta un passaggio cruciale per il ritorno alla normalità amministrativa e fiscale delle imprese e dei lavoratori dell’area flegrea, fortemente provata dagli effetti del fenomeno bradisismico che da mesi condiziona la vita economica del territorio. L’obiettivo del governo, sottolinea la circolare, è quello di ridurre l’impatto immediato dell’emergenza, consentendo al contempo un recupero ordinato degli adempimenti e una tutela delle posizioni contributive senza penalizzazioni economiche.
La sospensione degli obblighi, decisa in primavera, aveva infatti permesso di posticipare i pagamenti contributivi per un arco temporale di quasi sei mesi, offrendo liquidità e margine operativo alle aziende e ai professionisti locali. Con la pubblicazione della circolare n. 138, l’INPS definisce ora in modo puntuale il percorso di regolarizzazione, garantendo certezza sui termini e uniformità di applicazione sul territorio.
In sostanza, la data del 10 dicembre 2025 diventa il punto di riferimento per completare gli adempimenti sospesi. Si tratta, osservano fonti dell’Istituto, di un atto di equilibrio tra le esigenze di cassa e la volontà di non aggravare ulteriormente il carico economico delle imprese e dei lavoratori di un’area che, anche grazie a misure di sostegno come questa, può affrontare con maggiore stabilità la fase di ricostruzione e rilancio.
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