I cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, in servizio all’ospedale Monaldi di Napoli, sono stati raggiunti da una misura interdittiva che ne sospende l’esercizio della professione medica. Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari Mariano Sorrentino del Tribunale di Napoli, al termine di due lunghe sessioni di interrogatorio preventivo seguite alla richiesta avanzata dalla Procura.
La misura riguarda la contestazione di falso materiale e ideologico in concorso, ipotesi legata alla compilazione della cartella clinica del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni e quattro mesi sottoposto il 23 dicembre 2025 a un trapianto di cuore “congelato” eseguito proprio dai due cardiochirurghi. Oppido è stato sospeso per 12 mesi, Bergonzoni per sette mesi.
Il trapianto, effettuato al Monaldi, è al centro di un’indagine complessa che ha portato la Procura a ipotizzare una catena di errori nelle fasi di espianto e successivo trapianto dell’organo. Il piccolo Domenico è morto nel febbraio successivo all’intervento. Secondo gli inquirenti, la gestione dell’intero percorso clinico avrebbe compromesso le possibilità di sopravvivenza del bambino, che avrebbe potuto condurre una vita normale grazie al nuovo cuore.
La misura interdittiva non riguarda l’accusa di concorso in omicidio colposo, per la quale Oppido resta indagato a piede libero. L’inchiesta prosegue con l’obiettivo di ricostruire ogni passaggio dell’intervento e della documentazione clinica, ritenuta dagli investigatori un elemento centrale per comprendere eventuali responsabilità.
Il caso, che ha scosso l’opinione pubblica e il mondo sanitario, resta ora nelle mani della magistratura, chiamata a chiarire se e in quale misura le condotte contestate abbiano inciso sull’esito tragico della vicenda.
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