Si avvicinano le elezioni amministrative del 25 e 26 maggio. Si vota in 15 Comuni campani. Ma a tenere banco è la questione politica in provincia di Napoli dove è saltato il campo largo in Comuni di rilievo come Giugliano e Nola, ma anche Marigliano, Volla e Casavatore. Il Movimento 5 Stelle non ha presentato le liste. Fattore che non ha mancato di generare malumore tra i militanti, soprattutto a Giugliano. Si tratta del territorio dove il M5S fu protagonista insieme al Pd nel 2020 portando alla vittoria del candidato del centrosinistra, Nicola Pirozzi. Giugliano, tra l’altro, è parte del collegio elettorale che ha eletto l’attuale vicepresidente del Senato Mariolina Castellone.
“Non è la prima volta che accade, è successo anche in altri comuni in Italia. Ci presentiamo – dice Salvatore Micillo, coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle, – dove ci sono le condizioni per poterlo fare. Per Giugliano la decisione è stata presa anche considerato il delicato momento che la città sta vivendo, con una Commissione d’accesso al lavoro. Noi continueremo a essere presenti sul territorio come abbiamo sempre fatto. Non credo sia giusto parlare di maggioranze che saltano, ma di specificità territoriali da valutare di volta in volta. Il nostro impegno non si ferma, a partire dalla nascita del gruppo territoriale”.
Una situazione complessa, che in aggiunta alle rivendicazioni politiche di De Luca sul futuro candidato in Campania, potrebbe avere riflessi negativi sulla coalizione da mettere in campo per le prossime elezioni regionali. “Non c’è nessun tipo di problema da questo punto di vista – prosegue Micillo – e le esperienze amministrative con il Pd e le altre forze politiche progressiste continuano, come appunto a Napoli o in Sardegna”.
Il Movimento punterebbe alla presidenza della Campania e circola fortemente il nome di Fico, che De Luca però ha detto a chiare lettere di non appoggiare. Al momento non filtrano commenti sui nomi da parte degli interessati. “Noi partiamo dai temi e dai programmi. Siamo al lavoro – chiude Micillo – su questi aspetti. Serve un progetto serio e condiviso da parte di tutte le forze progressiste per il futuro della Campania, così come è stato fatto a Napoli”.
Una vicenda ancora più articolata è accaduta a Nola. Nel territorio dei fratelli Manfredi il campo largo è saltato perché, oltre al M5S, neanche il Pd ha presentato la lista. Addirittura alcuni esponenti che in passato erano nel centro sinistra, ora sono passati dal versante opposto. Non un fattore utile in vista della costruzione dell’alleanza politica in vista delle prossime regionali in Campania. Una coalizione che si punta a mettere insieme avendo ad esempio proprio la maggioranza che sostiene il sindaco Manfredi a Napoli. L’alleanza di centro sinistra a Nola non ha avuto vita per mancate intese politiche nell’ambito dello schieramento. Il consigliere regionale del Pd Massimiliano Manfredi si è assunto la responsabilità dell’accaduto auspicando che “a prescindere dal colore politico, la futura amministrazione sia in grado di completare il lavoro che abbiamo avviato in questi anni. Come sempre farò la mia parte a prescindere nell’interesse della città come ho sempre fatto in tutti questi anni”.
Lo sguardo è già rivolto al futuro. “Questo turno amministrativo – prosegue l’esponente campano dei Dem – riguarda soltanto i comuni caduti prima del 27 febbraio. Episodi recenti che hanno influito sul clima politico locale e l’intera organizzazione di liste e coalizioni. Il tutto avvenuto con una campagna elettorale regionale alle porte. Il campo largo non è in discussione e tutto ciò non condiziona il lavoro che stiamo facendo per le elezioni regionali. Uno schema di governo a guida centro sinistra e campo largo presente in gran parte dei Comuni della città Metropolitana di Napoli”.
di M.Ola
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